Sanremo parte stasera e già da ieri sono iniziate le polemiche. In realtà, le questioni di ordine politico erano iniziate molto prima: la conduzione di Fabio Fazio e Luciana Littizzetto aveva fatto storcere il naso a qualcuno che ci vede degli intenti politici nel loro operato e l’esclusa Anna Oxa aveva letto nel festival una replica del Primo Maggio. Sicuramente i cantanti scelti corrispondono a un target giovanile, almeno per la maggior parte, qualcosa cui a Sanremo si cerca di tendere da ormai molti anni senza riuscire a ottenere un risultato concreto.

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Sanremo quest’anno, invece, dovrebbe coinvolgere strettamente una fascia d’audience di pubblico tra i 15 e i 50 anni, grazie alla presenza di idoli dei talent show e di altri artisti che hanno un largo consenso giovanile, e grazie anche ai presentatori Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, che sono molto seguiti da trentenni e quarantenni per il loro tipo di satira.

La polemica della vigilia è giunta da Silvio Berlusconi. Sotto elezioni, si sa, ogni lasciata è persa e il candidato premier sembra non voler perdere occasione per comparire in TV e parlare del programma della sua coalizione, così ha commentato:

«Io penso che la decisione della Rai sia sbagliata perché non ci voleva niente a spostarlo di due settimane. Se il Festival di Sanremo diventa la festa dell’Unità, credo che il 50% degli italiani non pagherà il canone.»

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Berlusconi ha anche promesso che accorrerà da Fazio se lui lo dovesse invitare, ma probabilmente questo non accadrà. Per Fazio, la centralità della canzone è fondamentale e la politica potrebbe anche non essere incompatibile, ma nessun altro dei candidati è stato invitato. Fazio ha replicato prontamente:

«Ho molto rispetto per la politica, sono la persona meno anti-politica del mondo. Ma la vita è fatta di tante cose: non è che siccome ci sono le elezioni il resto dell’esistenza si ferma. Le altre reti daranno spazio ai candidati, che peraltro negli ultimi giorni sono stati in TV tutti i giorni dalla mattina alla sera e ci saranno anche la prossima settimana. Non credo che il festival della canzone e la politica siano incompatibili: ci sono momenti per l’uno e per l’altra, anzi trovo che questo sia un segno di riequilibrio.»

Fonte: Il Secolo XIX.