Per me febbraio significa tre cose: Carnevale, Sanremo e l’affitto da pagare prima del previsto. Siccome non voglio annoiarvi con Carnevale e il mio affitto (ma se insistete è possibile fare donazioni al numero IBAN 44V0GL10+S0LD1), lo farò con Sanremo.

Ammetto di non averlo guardato per anni, dava l’idea di una interminabile e polverosa competizione organizzata per sfoggiare i vestiti da favola e la nuova nuance della tintura di Baudo. Poi hanno rottamato Baudo e oggi ci ritroviamo con l’inseparabile coppia Fazio-Littizzetto. Il format è lo stesso di “Che tempo che fa” ma diluito in 5 serate e con qualche canzone tra un siparietto e l’altro.

Entusiasmo, talento, coinvolgimento e bravura sono le caratteristiche che non vedrete mai in Fazio, in compenso vi farà rivalutare la lentezza della fila alle Poste. Ma, se alla tv associate il live-twitting la cosa cambia, verrete catapultati in un mondo fatto di migliaia di pettegole pronte a criticare abiti, strafalcioni, canzoni, tonalità e l’onnipresente Maestro Vessicchio, ossia il Mastrapasqua delle orchestre, il pigliatutto della musica. Il Festival sarà talmente social che per votare basterà applaudire da casa.

Se vi ho convinti, ecco il necessario per godersi Sanremo:

Una tv. Potete ascoltarlo anche alla radio ma vi perdereste i look eccentrici di Noemi.

Un pc/Smartphone/iPad.

Un’alta soglia di resistenza al sonno. In mancanza, della colla per attaccare le palpebre.

Q.b. di humour. Se non ne possedete, retwittate la roba altrui.

Senso critico.

Telecomando a portata di mano per premere “MUTE” quando canta Giusy Ferreri.

Il Plaid.

Tra gli ospiti ci saranno: Laetitia Casta, a dimostrazione che anche coi denti storti puoi essere un sex symbol, e Raffaella Carrà a farci dire: “Ma come si mantiene bene!”. Per creare polemiche è stato invitato Rufus Wainwright, cantante americano sposato con un uomo, una figlia avuta in provetta e testi blasfemi, praticamente jackpot sul Vaticano!

Io, per il terzo anno consecutivo sarò lì a twittare, con #Sanremo2014 e con #LeoSanremo, l’hashtag di Leonardo.it. Poi ci sono le frange snob che non lo guardano perché troppo popolare e trash, non perderanno occasione per dirlo 10 volte al giorno, parlandone in fin dei conti più degli altri.

La visione del programma è indicata a un pubblico adulto e di bocca buona, per gli altri lo shock potrebbe essere fatale. Dalle ultime indiscrezioni pare che quest’anno abbiano introdotto una novità pazzesca: vogliono far vincere una bella canzone.

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(Foto by InfoPhoto)