Il Festival di Sanremo 2016 si chiude con la vittoria di “Un giorno mi dirai” degli Stadio, la storica band legata a tanti successi di Lucio Dalla e autrice di “Chiedi chi erano Beatles” e della colonna sonora del film “Acqua e sapone” di Carlo Verdone. Sul podio anche la giovanissima Francesca Michielin, al secondo posto, e il duo formato da Giovanni Caccamo e Deborah Iurato.

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E se per i detrattori del Festival le canzoni in gara quest’anno non sono state all’altezza della kermesse e nessuna di esse avrebbe conquistato il pubblico, il successo della 66esima edizione di Sanremo è sotto gli occhi di tutti. Un’edizione equilibrata, divertente e allegra sotto la conduzione dalla mano ferma di Carlo Conti.

Madalina Ghenea ha incantato di nuovo la platea, grazie anche ai preziosi abiti firmati da uno degli stilisti più amati dalle star per i red carpet, Zuhair Murad: peccato per l’imbarazzo nell’indossare il modello nude look da sogno che la avvolgeva tra profonde scollature e trasparenze e cristalli color champagne a tempestare il corpo statuario. Coprendosi il seno con la cartellina ha voluto sdrammatizzare dicendo: “Non c’è stato tempo per mettere tutte le pietre”. Un gesto inutile, visto che chiunque abbia visto il film “Youth”, di Sorrentino, ha avuto già modo di ammirare integralmente la sua bellezza.

Il tenebroso Gabriel Garko, poi, è ormai divenuto protagonista dei siparietti comici, forse suo malgrado ma con moltissima autoironia. Vera rivelazione di Sanremo 2016, però, non è un cantante o una canzone, ma la bella e brava Virginia Raffaele, che in occasione dell’ultima serata ha vestito i suoi panni, così da potersi godere un po’ del successo meritato grazie alle sue imitazioni strepitose delle serate precedenti, dalla sorprendente Carla Fracci alla spassosa Donatella Versace passando per il suo cavallo di battaglia, Belen Rodriguez.

Tra gli ospiti della serata finale del Festival, infine, impossibile non citare il primo sul palco, la stella della danza classica Roberto Bolle, che per l’occasione si è esibito danzando sulle note di “We Will Rock You” dei Queen, ballando poi anche i passi super pop de “La notte vola” di Lorella Cuccarini con Virginia Raffaele. E ancora, in tema di revival, è arrivata sul palco Cristina D’Avena, amata da generazioni di piccoli e grandi cresciuti negli anni Ottanta. Molto successo anche per Renato Zero, con i suoi brani sempreverdi e le sue parole da sognatore.

Insomma, un Festival garbato, piacevole, che non si ricorderà forse per le sue canzoni (e nemmeno per sterili polemiche e grandi imprevisti) ma piuttosto per aver saputo conciliare musica e spettacolo e tenere incollati alla tv con costanza milioni di italiani.