Un Festival di Sanremo strano quello di ieri sera, per quanto riguarda le esibizioni di Adriano Celentano, Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Il cantante e i due comici si sono lanciati in delle esibizioni un po’ fuori le righe, come da attese, che sono state ampiamente soddisfatte.

Al Festival di Sanremo poi non si può fare a meno di cantare, per cui Adriano Celentano, Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri hanno cantato: il primo un po’ scontato, nel senso che cantare è la sua professione principale dato che non interpreta film da molto tempo, e i suoi brani sono da sempre molto apprezzati. Nel repertorio di ieri, ha spiccato una piccola parentesi con una sua canzone storica e molto autoironica, “Prisencolinensinainciusol”. Ed è stato diretto da uno dei suoi direttori d’orchestra preferiti, Fio Zanotti.

Galleria di immagini: Sanremo 2012 prima serata

Per quanto riguarda Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, hanno fatto la parodia di “Uomini soli” sottolineando come la satira politica abbia perso un pezzo importante dopo la caduta dell’ex premier Silvio Berlusconi, invocandone il ritorno. La performance è stata divertente, e parlava di “escort in cassa integrazione” e di un “pelato” che “ha trombato più di noi”. Però ci si chiede, nonostante l’intervento sia stato chiaramente ironico, se sia davvero necessario avere un nemico comune in nome della satira.

Lo stesso Luca Bizzarri ha poi twittato quanto però nell’immaginario collettivo Sanremo abbia meno peso di altre trasmissioni nonostante gli ascolti decisamente buoni, scrivendo sul suo profilo Twitter:

«20 minuti dalla Bignardi (3%) più di 200 richieste di amicizia su Facebook. 20 minuti a Sanremo (50%) 25 richieste. Interessante, no?»

Adriano Celentano è invece partito a bomba: la sua performance è stata aperta da degli effetti che davano l’impressione di stare a Dresda sotto i bombardamenti. Un bel gesto quello di Celentano di porre l’accento sull’eliminazione dei treni notturni che di fatto rompono i legami tra Nord e Sud Italia, consigliando che sì, va bene l’alta velocità, ma a volte si perdono tante belle cose andando troppo di corsa.

Parlando di religione, l’intervento di Celentano ha suscitato indignazione per l’attacco alle testate cattoliche e ai preti che mai parlano di paradiso. La Rai, nella persona di Antonio Marano, ha quindi deciso di mettere il Festival sotto commissariamento. La reazione più forte è arrivata, però, dal direttore del quotidiano l’Avvenire, Marco Tarquinio:

«Se l’è presa con i preti e con i frati che non parlano del paradiso. E se l’è presa con Avvenire e Famiglia Cristiana che vanno chiusi. Tutto questo perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero.»

Come un bluesman di altri tempi, Celentano ha appassionato il pubblico con le canzoni, aprendo un siparietto con Rocco Papaleo e Pupo, solo che quest’ultimo non è apparso esattamente al suo meglio, anzi sembrava quasi facesse sul serio con le polemiche. Un effetto davvero kitch nell’esibizione di Celentano è stato quello con una “principessa di stracci” di dylaniana memoria che simboleggiava l’Italia, interpretata da un’inadatta Elisabetta Canalis. Forse per interpretare il Belpaese sarebbe stata meglio una soubrette italiana o anche straniera, che in Italia però ci vuole restare. Frankie Hi NRG ha ironizzato così su Twitter sull’apparizione della Canalis:

«È un picco! La Canalis che fa l’Italia.»

Fonte: Repubblica, Repubblica.