Giovinezza” non sarà cantata al Festival di Sanremo. È quanto ha deciso il CdA della Rai, a seguito delle polemiche scatenatesi, dopo che il conduttore Gianni Morandi aveva ventilato l’ipotesi di cantare l’inno fascista insieme con la canzone dei partigiani “Bella ciao”. Tuttavia, il conduttore Morandi e la dirigenza generale rivendicano l’autonomia di scelta delle canzoni.

Così, si sa per certo che l’inno di Mameli aprirà la puntata del 17 febbraio, si dice persino che rappresenterà tutti gli inizi di puntata in quest’edizione di Sanremo per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ma non esistono certezze o indiscrezioni ulteriori.

Intanto il CdA della Rai prende le distanze con la leggerezza utilizzata nel trattare simili argomenti storici:

In particolare, si è rilevato che sarebbe stato utile evitare di affrontare, in modo troppo superficiale, questioni così delicate che riguardano la storia del nostro Paese. La ricerca del clamore rischia di causare un danno complessivo all’immagine dell’azienda.

È giunta immediata la replica di Gianni Morandi:

Non credo che canzoni di più cento anni fa dovrebbero farci paura.

Porteremo due canzoni per artista, una nuova e una dei 150 anni d’Italia. Da lì è nata la polemica, perché io ho citato “Bella Ciao” e Mazzi ha ribattuto “Giovinezza”. Ma, per dire, mi piacerebbero anche la “Canzone del Piave” o “Addio Lugano Bella”, che era la canzone degli anarchici. E non credo che canzoni di più cento anni fa dovrebbero farci paura.

La sigla non sarà cantata da Morandi, che conta invece sulla presenza di Roberto Vecchioni o Alessandra Amoroso. Indiscrezioni porrebbero tra i concorrenti anche i Modà, L’Aura, Al Bano Carrisi, Luca Barbarossa e Emma Marrone.