La scorsa settimana, durante “Domenica Cinque”, il programma condotto da Barbara D’Urso, c’è stato un acceso scontro di idee tra Daniela Santanchè e l’Imam Ali Abu Schwaima.

Lo scontro tra la leader del Movimento per l’Italia e il presidente del Centro islamico di Milano e Lombardia è stato innescato da un conflitto culturale. L’intento iniziale del dibattito era uno scambio di opinioni sulla sentenza della Corte Europea di Strasburgo che vieta l’affissione del crocefisso nelle scuole, ma rapidamente l’argomento è sfociato in una piccola (solita) rissa televisiva.

La Santanchè si accende in difesa al diritto di esistenza e di espressione della religione nelle scuole come fattore culturale, mentre l’Imam difende Maometto sostenendo che anche la cultura Islamica richiede rispetto e tolleranza.

La Santanchè ribatte che nella cultura presente nel Paese, un profeta che sposa una bambina di nove anni (riferendosi a Maometto) è considerato un pedofilo. E prosegue invitando l’Europa a prendere coscienza sul fatto che in Arabia Saudita gli sceicchi possano comprare le bambine.

Ali Abu Schwaima contrattacca dicendo:

“Ecco l’ignoranza sua e di tutti quelli come lei, che non hanno altri argomenti per controbattere quel che dico (…) Riteniamo il crocifisso un falso storico, ma non chiediamo di toglierlo dalle scuole.”

A telecamere spente, la Santanchè rilascia una dichiarazione in cui sottoscrive quanto affermato prima in trasmissione su Maometto (“Con il mio intervento ho inteso fare opera di informazione”) mentre l’Imam, che anche ha lasciato una dichiarazione, si affretta a precisare che:

“questa storia di Maometto e la moglie di nove anni è un vecchio argomento, lo conosciamo. Il profeta accettò ma aspettò che fosse adulta per sposarla.”

Inutile dire, la rissa televisiva ha registrato il solito picco dell’audience. Inutile dire che qualcuno già specula sulla recita di un copione artefatto. Inutile dire che le opinioni sull’argomento resta spesso irrisolte… e voi, lettrici, cosa ne pensate?

Per maggiori informazioni, ecco il video “dello scontro”