Con la circolare 43927 del 17 settembre 2012 l’Agenzia del Territorio chiarisce alcuni provvedimenti relativi ai cosiddetti immobili fantasma.

In particolare chiarisce i vari aspetti che riguardano le sanzioni amministrative applicate agli immobili non dichiarati in catasto in seguito agli accertamenti degli immobili con attribuzione della rendita presunta.

In base alle disposizioni contenute nell’art. 11, comma 7 del d.l. 16/2012 (convertito con la l. 44/2012) i titolari di diritti reali sugli immobili non dichiarati in catasto, ai quali è stata attribuita una rendita presunta, avevano l’obbligo di presentare gli atti di aggiornamento catastale entro il 31 agosto 2012. In caso di inosservanza della scadenza stabilita, viene applicata una sanzione.

Tuttavia è possibile ridurre la sanzione mediante il ravvedimento operoso. A questo riguardo, l’Agenzia del Territorio chiarisce che se gli atti di aggiornamento catastale vengono presentati entro 90 giorni oppure entro un anno dalla scadenza del termine previsto per l’adempimento spontaneo, cioè entro il 31 agosto 2012, la sanzione viene ridotta rispettivamente a un decimo o a un ottavo del minimo stabilito.

Si precisa, però, che la sanzione per il ravvedimento operoso dell’aggiornamento catastale degli immobili fantasma viene ridotta solo se il proprietario dell’immobile non dichiarato in catasto provvede spontaneamente e direttamente a regolarizzare la propria posizione, se la violazione non è già stata contestata e se il pagamento della sanzione ridotta è pagata in contemporanea con la regolarizzazione del pagamento dei tributi d’obbligo.

Pertanto, la sanzione viene ridotta a 103,20 euro cioè a d un decimo del minimo previsto, se si provvede alla regolarizzazione entro 90 giorni e a 129,00 euro ovvero ad un ottavo del minimo previsto, se si provvede alla regolarizzazione entro un anno.

In caso di contestazione della sanzione nella misura determinata dall’Ufficio, a seconda se presentata oltre l’anno o entro l’anno e se mancano i presupposti per beneficiare del ravvedimento operoso, la sanzione va da un minimo di 1.032 euro a un massimo di 8.264 euro.