Sara Tommasi porno: niente droga, contratto regolare

Sara Tommasi
La parte finale della dichiarazione scritta di Sara Tommasi.
Sara Tommasi dice la verità o mente sulla storia del porno? Ci sono tre voci ormai che si accavallano: quella della ex bocconiana che afferma di essere stata drogata per girare il film, Alfonso Luigi Marra il quale afferma che la Soubrette abbia il "vizietto" degli stupefacenti e adesso a parlare è lo stesso produttore del porno. [nggallery id=4685 template=inside] Il produttore Federico De Vincenzo, infatti, chiamato in causa da un biglietto scritto da Sara Tommasi con cui afferma di essere stata drogata per girare il porno, è stato messo in condizione di ribattere. Nel frattempo, la Rete propende per un giudizio negativo sulla Tommasi: forse i troppi eccessi finora l'hanno bollata come una ragazza facile e quindi risulta tutto fuorché improbabile pensare che la soubrette abbia registrato volontariamente un film hard. Federico De Vincenzo ha replicato così alle parole di Sara Tommasi:
«La signorina Sara Tommasi, con la quale ho sottoscritto un regolare contratto di collaborazione, non ha mai assunto alcuna sostanza stupefacente né prima e né durante le riprese del video porno di cui sono produttore. Non so cosa pensare. Mi ha confermato di voler continuare con gli altri progetti che avevamo in cantiere.»
Per i fan della Tommasi appare come un'ipotesi molto remota poter vedere il film porno che la vede protagonista. La questione è molto oscura, ma lei ha un bravo avvocato alle spalle, che potrebbe comunque far valere le sue ragioni. Anche se un appiglio resta: il produttore afferma che la Tommasi abbia sottoscritto il contratto settimane prima e questo non depone certo a suo favore. Fonte: OggiNotizie.
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    Sara
    Tommasi: Il dissequestro del sito di questo individuo a nome De Vincenzo
    prescinde dal sequestro del secondo film, che resta sequestrato. Il fatto che
    sul suo sito si continui a vendere il primo film dipende solo dalla circostanza
    che le denunzie presentate da mia madre e da Gino Marra alla Procura di Roma
    (che peraltro non è competente per territorio, ma dove era già in corso
    un’indagine che lo riguarda) non hanno causato fin qui l’assunzione di
    provvedimenti da parte della procura di Roma, e io non ho ancora presentato
    personalmente la denunzia (per il primo film) alla procura di Milano,
    competente per territorio. La decisione di differire la mia denunzia a Milano,
    così come quella in Florida (sulla quale forse ora torneremo) è legata sia
    all’intento di attendere gli esiti della denunzia a Salerno, e sia al fatto che
    le denunzie presentate a Roma da Gino Marra e da mia madre sono, a giudizio di
    Gino Marra e dell’avv. Saverio Campana, penalista amico e consulente di Gino,
    sufficienti a causare i richiesti provvedimenti (sequestro del film e punizione
    dei rei, e innanzitutto di De Vincenzo, per i reati di somministrazione di
    sostanze stupefacenti allo scopo di aggravare/causare la mia condizione di
    incapacità, violenza sessuale ecc.). Quanto alle foto che De Vincenzo sta
    facendo circolare in internet affermando che «Il calendario del 2013 non era
    solo una scusa per attrarla nella location dove è stato girato il tanto
    discusso film» (fonte: La Voce di Italia, sito solidale a questo figuro), da un
    lato, quella affermazione, se sua, costituisce un’ammissione del fatto che,
    oltre ad avermi sequestrata, dograta, fatta violentare ecc., mi ha appunto
    indotto a seguirlo dicendo che avrei dovuto fare un calendario per beneficenza
    (spero che i terremotati dell’Emilia restituiscano con orrore a costui i
    proventi dei suoi crimini, sempre che glieli offra), e non un film porno, e
    dall’altro testimonia una stupefacente pervicacia. A prescindere, infatti, che
    le foto di un calendario dovrebbero essere 12, quelle 5 foto sono state
    scattate nella stessa occasione in cui è stato girato il film sequestrato, per
    cui, anche se a me è sfuggito di chiederne il sequestro e il magistrato che lo
    ha disposto non ne era dunque al corrente, è ovvio che sono anch’esse parte
    dell’azione criminosa svolta da De Vincenzo e Matera in mio danno. Foto delle
    quali, comunque, chiederò ora il sequestro. Non voglio perdere l’occasione per
    sottolineare che è sconcertante l’accanimento di alcuni ‘siti canaglia’ nei
    miei confronti pur essendo ormai notorio per una serie di fin troppo ovvi e
    palesi motivi che De Vincenzo ha sfruttato la mia temporanea patologia
    psichiatrica per drogarmi e commettere su di me dei reati. Faccio osservare
    che, oltretutto, se avessi mai voluto realmente girare, da una posizione di
    vera consapevolezza, dei film porno, non mi sarei rivolta a dei personaggi così
    equivoci, oltre che marginali, e non lo avrei fatto per delle somme di poche
    migliaia di euro che non mi sono state date per pagarmi, ma solo per mettermi
    in mano dei soldi allo scopo di far apparire di avermi pagato, pur essendo io
    in condizioni mentali tali da non essere in grado di rivendicare alcunché.
    Conto che la giustizia faccia il suo corso. Aggiungo però che, sono
    piacevolmente sorpresa e anzi felice della solerzia della Procura di Salerno,
    ma a mio avviso il fatto che individui come De Vincenzo e Matera possano
    compiere crimini simili e trovare persino chi in Internet gli è solidale è solo
    frutto del modo in cui funziona la giustizia in Italia.

    10.1.13

    Sara Tommasi

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