Sarah Scazzi è scomparsa già da un anno. Rapita e uccisa il 26 agosto 2010, il suo cadavere reclama giustizia, per la sua famiglia ma anche per la comunità di Avetrana che chiede e vuole chiarezza, non un capo espiatorio, ma la verità.

Così si sta tenendo finalmente il processo, partito oggi e fissato con decreto d’urgenza, perché il 14 ottobre scadono i termini di custodia cautelare di una dei tre imputati più importanti, la cugina della piccola Sarah Sabrina Misseri, sebbene il suo avvocato Franco Coppi abbia chiesto la remissione del processo per incompatibilità ambientale.

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Ora l’udienza è sospesa, ma di fatto c’è che ci sono ancora molte cose da chiarire, soprattutto la posizione dei tre imputati principali, Sabrina, e gli zii di Sarah Michele Misseri e Cosima Serrano, che comunque rispondono a differenti accuse. La posizione più grave è quella di Misseri, che dovrà rispondere alla soppressione del corpo, ma le due donne sono accusate di concorso in omicidio.

Per giunta, per gli inquirenti il movente sarebbe in una motivazione della stessa Sabrina nell’omicidio, la gelosia nei confronti dell’amico Ivano Russo, molto legato alla piccola Sarah. Indagati anche il fratello di Michele Carmine Misseri e il nipote Cosimo Cosma, che avrebbero aiutato il presunto mostro a sopprimere la ragazzina.

Indagati minori sono i parenti di un fioraio di Avetrana, Giovanni Buccolieri, che avrebbe riferito e poi ritrattato di aver visto le donne Misseri costringere Sarah a salire in auto: tra gli indagati per favoreggiamento i cognati Antonio Colazzo e Anna Scredo, la suocera di Buccolieri, Cosima Prudenzano e Giuseppe Nigro.