Si riaprono le polemiche sul caso Sarah Scazzi, l’adolescente di Avetrana brutalmente uccisa dai familiari, di cui la principale sospettata è la cugina Sabrina Misseri, probabilmente aiutata dal padre Michele. Un SMS, però, potrebbe far chiarezza sull’orario della morte, non ancora precisamente stabilito dagli inquirenti.

L’estetista Angela Cimino, infatti, il giorno dell’omicidio avrebbe inviato un SMS, a cui Sarah avrebbe risposto. L’orario di trasmissione si aggira attorno alle 14.25 e le 14.42, esattamente nel lasso di tempo in cui la giovane di Avetrana sarebbe stata uccisa. Il messaggio in questione, perciò, potrebbe stringere ulteriormente il lasso temporale del crudele reato, aprendo nuove possibilità investigative.

Nel frattempo emergono dubbi sul movente che avrebbe spinto la Misseri ad assassinare la cugina. Di primo acchito, alla base dell’efferato atto vi sarebbe la gelosia nei confronti di Ivano Russo, il quale aveva rifiutato le attenzioni della Misseri preferendo, però, la compagnia della Scazzi. Dalla cella, tuttavia, Sabrina nega di essere innamorata del ragazzo ventiseienne.

Le giustificazioni della Misseri, però, sarebbero state confutate dal padre che, durante gli interrogatori, avrebbe confessato come la figlia fosse solita rimproverare la cugina. Sabrina, infatti, non ammetteva il comportamento di Sarah, particolarmente affettuosa con alcuni ragazzi della zona. “Voleva le coccole”, così come Misseri ha affermato. Sabrina, gelosa delle attenzioni non ricevute dai ragazzi ma concesse alla cugina, avrebbe quindi deciso di dare una lezione esemplare, ma letale, alla Scazzi. L’accusata, tuttavia, smentisce: sarebbe stata una banale caduta a procurare la morte di Sarah.

A diverse settimane dal ritrovamento del cadavere dell’adolescente, sono ancora tantissime le ombre di questo caso. L’unico fatto certo sembrerebbe l’iniziativa del fratello Claudio che, come anticipato questa mattina, vorrebbe realizzare un calendario con i protagonisti di “Uomini e Donne” per raccogliere dei fondi da destinare alla costruzione di un canile ad Avetrana, seguendo così le volontà della sorella.