Una risposta forte quella che arriva a noi dalla Sardegna, che si è espressa ieri attraverso il referendum consultivo regionale sul nucleare. La risposta massiccia e compatta ha fatto si che il quorum venisse raggiunto e superato. Alle 22.00 di ieri sera aveva votato più di un terzo degli elettori. Il Governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, ha commentato con orgoglio il risultato:

“Il voto dimostra che la nostra isola non accetta scelte dall’alto. Con questo pronunciamento il Popolo Sardo dice che intende scegliere, che la nostra Isola non accetta scelte calate dall’alto e che intende invece proporsi come modello da seguire a livello nazionale e internazionale. Andiamo avanti, auspichiamo che i numeri crescano ancora nelle prossime ore e che questa volontà sia scolpita sul granito per oggi e per il futuro”

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Le urne rimarranno aperte anche oggi fino alle 15.00, ma ormai il risultato potrà solo essere confermato.

Tra le prime zone a raggiungere il quorum quella dell’iglesiente di Carbonia-Iglesias, recentemente protagoniste di una puntata di Annozero.

Un Si, quello sardo, che si è diffuso a macchia di leopardo per tutto il territorio a dimostrazione della caparbietà e della forza dei suoi abitanti. In perenne lotta per la conservazione e il rispetto delle coste e dell’entroterra, la Sardegna si vede assediata da anni di cementificazione indiscriminata, da una sempre più crescente disoccupazione e dalla presenza incombente del Poligono militare di Quirra che ha prodotto negli anni innumerevoli decessi causati dall’uranio impoverito presente nelle armi dei militari.

Il resto d’Italia è chiamato a raccolta alle urne il 12 e il 13 giugno per esprimere il proprio parere a riguardo del nucleare, dell’acqua pubblica e del legittimo impedimento. Un evento a cui non mancare, perché il voto non è solo un diritto, ma anche un dovere.