Sarò sempre tuo padre”, nuova fiction di Rai Uno in onda questa sera e domani alle ore 21,10, segna il ritorno di Giuseppe Fiorello sul piccolo schermo, che per l’occasione affronterà uno dei temi più caldi degli ultimi anni, ovvero quello della separazione e dell’affidamento dei figli. Sarà uno sguardo diverso rispetto ai precedenti già affrontati dalla TV, poiché questa volta il punto di vista è proprio quello di Antonio, il personaggio interpretato dall’attore siciliano, marito e padre che si ritrova a combattere per l’affetto del figlio e per la propria dignità.

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Ispirato ad alcuni fatti realmente accaduti negli anni scorsi, il film diretto da Lodovico Gasparini narra il crollo totale della figura a cui Giuseppe Fiorello dà il volto, ridotto sul lastrico a causa degli aspetti economico-legali della separazione dalla moglie Diana, interpretata dalla brava Ana Caterina Morariu, che scopre di non amarlo più. Ferito nei sentimenti e incapace di fare fronte alle richieste economiche della consorte, Antonio cade in un vero e proprio vortice che rapidamente lo conduce alla perdita del lavoro, unico mezzo di sostentamento dell’uomo che a breve si ritrova a dover elemosinare un pasto alla Caritas e a dormire in una roulotte insieme a Gigi, un altro padre che ha subito la sua stessa sorte impersonato da Rodolfo Laganà.

Una storia dura quella interpretata da Giuseppe Fiorello, che torna a vestire i panni del protagonista dopo i successi televisivi dello scorso anno come “Il sorteggio” e “Il bandito e il campione” sempre con la regia di Gasparini, su ciò che ormai sta diventando un vero e proprio problema sociale che mette in ginocchio circa 800.000 padri separati in tutta Italia. Costretti a vivere con guadagni irrisori, nella migliore delle ipotesi, e a perdere in molti casi l’amore dei figli, molti uomini entrano in un baratro di disperazione che può portare alla depressione e al tentato suicidio.

Intervistato durante la conferenza stampa di presentazione di “Sarò sempre mio padre”, Giuseppe Fiorello ha spiegato il suo approccio al personaggio, al quale ha messo a disposizione le proprie paure ed emozioni a soli pochissimi mesi dal suo matrimonio, cercando di comprendere la difficile situazione vissuta dal povero Antonio. Consapevole dell’impatto che potrebbe avere sulla fetta femminile di spettatori, l’attore ha anche sottolineato come questa sia solo una delle facce della medaglia mentre, com’è facile immaginare, dietro ad altrettante storie c’è un vissuto in rosa fatto di sofferenze e violenze:

«Ho la fortuna di avere una famiglia unita e di poter vedere i miei figli quando voglio, proprio per questo mi sono chiesto cosa avrei fatto al posto di Antonio. […] Non facciamo di questo film una sfida tra maschi e femmine: ci sono donne straordinarie abbandonate e donne che usano i figli come arma di ricatto. Con la nostra fiction rischiamo di perdere il pubblico femminile ma speriamo in bene».