Secondo Save the Children la maternità, per le donne italiane, può costituire una causa di povertà. Un’affermazione forte, che la nota organizzazione motiva fornendo alcuni dati, primo fra tutti, quelle 1,6 milioni di mamme che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese.

Si tratta, però, e sarà il caso di chiarirlo, di mamme sole con un figlio piccolo: tra queste il 44% arriva a fine mese con difficoltà, il 31% è in arretrato con le bollette, il 25% addirittura non ha i soldi per le spese mediche, e il 21% per le spese scolastiche.

Certo si tratta di dati che vanno letti non superficialmente ma con attenzione: ad esempio, come mai le spese scolastiche sono considerate prioritarie rispetto a quelle mediche? Cosa significa, che ci sono mamme che per mandare il figlio a scuola rinunciano a fargli i vaccini?

Così come bisogna intendersi sul concetto di povertà, dal momento che, probabilmente, la povertà in un Paese come il nostro, nonostante tutto uno di quelli cosiddetti industrializzati, consiste nella difficoltà di arrivare a fine mese, e dunque è cosa ben diversa dalla povertà in uno del Terzo Mondo, dove la maggior parte della popolazione non ha né una casa, né soldi per fare la spesa, e spesso nemmeno il supermercato dove farla.

Detto questo, però, il fatto che a 48 ore dal giorno della festa della mamma un’associazione affidabile come Save the children faccia notare che la maternità comporta una minore occupazione femminile non è cosa da poco: il tasso di disoccupazione, tra le donne che hanno figli, supera di quasi 22 punti percentuali quello delle donne che non sono diventate mamme.

E addirittura, sempre secondo i dati riferiti, il tasso di occupazione sarebbe inversamente proporzionale al numero di figli: pari al 65% in assenza di figli,

decresce al 60,6% e al 54,8% nel caso, rispettivamente, di uno e due figli, per crollare al 42,6% quando i figli arrivano a tre. Che ne dite, sarà effettivamente così? La vostra esperienza conferma l’analisi?

Valerio Neri, Direttore Generale per l’Italia di Save the Children, ha auspicato un miglioramento dei servizi che agevolano l’accesso delle mamme al lavoro, come ad esempio gli asili nido: voi che ne pensate, quali sono le misure necessarie?