La vicenda dello scambio di embrioni che ha visto protagoniste negli ultimi giorni quattro coppie italiane sottopostesi a fecondazione assistita al Pertini di Roma (qui tutta la vicenda) sembra trovare oggi una soluzione: lo scambio è avvenuto. La coppia che presenta la “compatibilità genetica” è stata individuata escludendo tutte le altre, ne ha dato notizia la direzione dell’Azienda Asl Roma B.

A confermare l’errore gli esami del Dna e della saliva: la donna incinta di due gemelli sta portando in grembo due feti non biologicamente suoi: “I risultati delle analisi predisposte dalla Commissione interistituzionale istituita ed eseguite da Giuseppe Novelli, rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e dalla sua équipe, – si comunica in una nota - in collaborazione con Paola Grammatico della Sapienza/San Camillo, confermano l’incompatibilità genetica riscontrata presso il Centro Sant’Anna della Asl Rm/A, ed hanno dimostrato la compatibilità genetica con una delle coppie coinvolte nella seduta”.

Nel frattempo il giudice costituzionale Ferdinando Santuosso ha commentato: “La legge dice che figlio è di chi lo partorisce, quindi la mamma che sta portando avanti la gestazione non rischia di perdere i figli. Può perderli solo se decide di interrompere la gravidanza”, mentre “la mamma genetica non ha nessun titolo, dal punto di vista giuridico, di rivendicare nulla”.