Scarlett Johansson è uno dei bersagli più facili della rete. Innumerevoli, infatti, sono le occasioni per le quali è finita al centro di prese in giro varie ed eventuali come il meme che la vede protagonista mentre cade su un set cinematografico o il celebre “johanssoning”, l’autoscatto col sedere di fuori. Negli ultimi giorni l’attrice, però, l’ha combinata davvero grossa ed è stata capace di far alzare un nuovo polverone legato allo spot della SodaStream, prodotto del quale la Johansson è divenuta testimonial globale.

Il problema nasce quando alcuni gruppi pro palestinesi, con in testa ‘Oxfam’, confederazione di 17 organizzazioni non governative che lavorano con 3.000 partner in più di 100 paesi per trovare la soluzione definitiva alla povertà e all’ingiustizia, hanno provato a boicottarla perché diventata il volto dell’azienda israeliana che produce soda con stabilimenti in 25 paesi del mondo, tra cui anche in un mega insediamento ebraico che si trova in Cisgiordania. Il movimento umanitario si oppone a “tutti i tipi di commercio” degli insediamenti israeliani, sostenendo che sono illegali e negano i diritti dei palestinesi. La Johansson, tra l’altro, è ambasciatrice globale proprio dell’Oxfam dal 2005, e si è impegnata in campagne di raccolta fondi e di sensibilizzazione sulla povertà globale. Gruppi di attivisti hanno chiesto a Oxfam di interrompere la collaborazione con lei.

La Johansson ha risposto affermando: “Sono una sostenitrice della cooperazione economica e dell’interazione tra un Israele democratico e la Palestina”. Il risultato? Una serie di fotomontaggi pubblicati su Twitter da alcuni utenti che criticano fortemente la sua scelta.

Galleria di immagini: Scarlett Johansson spot: gli attivisti palestinesi la attaccano su Twitter