Non solo degli abiti intramontabili e stilisti rivoluzionari, ma anche delle borse e alcune scarpe sono entrate di diritto nella storia della moda, ora come segno distintivo di una classe sociale, ora come vera e propria icona, capace di far assurgere il creatore nell’olimpo degli stilisti.

Difficile immaginare le ragazze protagoniste delle proteste studentesche degli anni Sessanta senza una tolfa e un paio di zoccoli, impossibile non immaginare una donna in carriera degli anni Ottanta con indosso qualcosa che non fosse una giacca Armani e un paio di décolleté.

A decretare il successo di scarpe e designer, molto spesso attrici e celebrities, film e serie tv: è a Jackie Kennedy che si deve la fama, tra l’altro, della borsa omonima creata per lei da Gucci e dei sandali Positano, con cui la first lady passeggiava negli anni Sessanta lungo le stradine impervie della Costiera Amalfitana; a Sarah Jessica Parker – e alla mitica costumista di Sex and The City, Patricia Field – il fatto che le manolos siano a tutt’oggi tra le scarpe più desiderate del mondo.

Quali scarpe sono entrate nella storia della moda? Eccone 10 modelli, creati dal 1938 al 2008.

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  1. Rainbow di Salvatore Ferragamo: nel 1938 lo stilista brevetta la zeppa in sughero, innovativa sia per il materiale che per la forma. È grazie all’attrice Judy Garland che il calzolaio delle dive trasforma questa scarpa in un vero must, declinandola nei colori dell’arcobaleno. Una calzatura eccentrica, lontana dalle forme semplici e lineari degli anni ’40, che dimostra la capacità creativa di Ferragamo nel saper combinare design e colori.
  2. Mocassino di Gucci: nato nel 1953, il mocassino con morsetto di Gucci è diventato rapidamente un must have tra le donne e gli uomini di tutto il mondo. Sessant’anni dopo, non ha ancora perso nulla del suo smalto iniziale, vantando l’onore di essere l’unica calzatura a far parte della collezione permanente del Metropolitan Museum of Modern Art di New York. Realizzato a mano, rappresenta il connubio perfetto tra le linee raffinate e i richiami alla tradizione equestre della Maison.
  3. Cendrillon di Repetto: Rose Repetto, seguendo i consigli di suo figlio – il mitico coreografo e danzatore francese Roland Petit – aveva creato le sue prime scarpette da ballo alla fine degli anni Quaranta, in un piccolo laboratorio situato nei pressi dell’Opéra National di Parigi. Nel 1956, su richiesta di Brigitte Bardot, Madame Repetto crea le ballerine Cendrillon, immortalate in rosso carminio nel film di Roger Vadim “E Dio creò la donna“. Da allora, entrano a far parte delle scarpe “mitiche” di Repetto (insieme alle Zizi, rese famose nel 1970 da Serge Gainsbourg), realizzate secondo la tecnica della cucitura a rovescio risvoltata e disponibile in vari colori e materiali.
  4. Scarpe bicolori di Chanel: nel 1957, Mademoiselle Chanel crea le scarpe bicolore, prendendo la forma di calzature beige e nere con cinturino alla caviglia, studiate dal tacco alla punta per adattarsi a tutti i look, dal mattino alla sera, in tutte le occasioni. “La nuova scarpina di Cenerentola“, come ama soprannominarla la stampa, fa immediatamente il giro del mondo e seduce molte delle attrici dell’epoca: Catherine Deneuve, Romy Schneider, Brigitte Bardot, Delphine Seyrig, Jane Fonda, Jeanne Moreau. Nel 2015, Karl Lagerfeld ha reinterpretato la scarpa bicolore come una sling back, dei sandali con cinturino dalle proporzioni rivisitate, immancabilmente sostenuti da un tacco quadrato.
  5. Tacco Virgule di Roger Vivier: i tacchi erano la magnifica ossessione dal Fabergé delle calzature, che dopo l’Entrave (1958) e lo Choc (1959), nel 1963 crea il sinuoso Virgule, che divenne il manifesto della griffe. Tanti i modelli dello stilista rimasti nella storia, dalle Pilgrim Pump, celebri per la fibbia Boucle argentata, indossate nel 1967 da Catherine Deneuve in “Belle de Jour” di Luis Buñuel (gli abiti erano realizzati da Yves Saint Laurent), ai cuissard con cui si faceva fotografare, sempre nel ’67, Brigitte Bardot.
  6. Platform Shoes di Vivienne Westwood: sono alte ben 9 pollici (pari a 22,86 centimetri) e sono entrate nella storia della moda nel 1993 a causa della caduta spettacolare di Naomi Campbell in passerella. La stilista, riferendosi alle sue scarpe, aveva detto “Le scarpe devono avere tacchi alti per mettere sul piedistallo la bellezza del corpo femminile”. Sono state esposte al MoMu, il Museo della Moda di Anversa, a settembre dello scorso anno, in occasione di una mostra, “Footprint. The Tracks of Shoes in Fashion”, in cui erano esposti alcuni modelli particolarmente rappresentativi dell’evoluzione subita dal design delle calzature e che hanno influenzato per decenni altri stilisti.
  7. Mary Jane Campari di Manolo Blahnik: create nel 1994, le scarpe icona di Manolo Blahnik hanno una storia ormai consolidata alle spalle. Anno dopo anno lo stilista spagnolo trova il modo di reinventarle con edizioni limitate che possano valorizzarle e renderle sempre attuali e aderenti ai canoni più di moda. Del resto anche nelle loro varianti più semplici, le Mary Jane restano scarpe eccezionali, romantiche e preziose, uniche nel loro genere. Il nome deriva da quello della sorella del protagonista del fumetto “Buster Brown” (“Mimmo” in italiano), che indossava proprio un paio di queste scarpe, col cinturino ma senza tacco. Sono entrate nell’immaginario delle fashion victim grazie a una puntata di Sex and the City in cui Carrie Bradshaw rimane estasiata nel vederle, mentre gira per i camerini di Vogue, credendo che la loro esistenza fosse solo una leggenda metropolitana.
  8. Pigalle di Christian Louboutin: sono le pump più severe e famose del designer francese, nate nel 2004. Sono oggi disponibili in una vasta gamma di altezze e di colori (nude compreso). Si tratta di una décolleté che esalta la silhouette del piede, con un tacco perfettamente dritto e una punta corta. Il nome Pigalle si ispira al film con Shirley MacLaine “Irma la Dolce“, che si svolge tutto nel quartiere parigino di Pigalle. A fare una Louboutin è la celeberrima suola rossa (dopo una causa, vinta nel 2012 contro Yves Saint Laurent, per rivendicarne la sua esclusiva, su quella suola rossa oggi c’è il copyright).
  9. Sandali Cobra di René Caovilla: sulla punta di questi sandali c’è un cobra tempestato di diamanti e zaffiri; gli occhi sono dei rubini. Un totale di 20 carati di pietre preziose che li rende, al costo di 91mila euro, le scarpe più care al mondo. Nel 2007 erano in vendita da Harrod’s a Londra, custoditi in una teca di vetro protetti da un vero cobra egiziano. L’artigiano veneziano, d’altronde, è conosciuto nel mondo per la sua produzione ineguagliabile, fatta per la gran sera, per una donna elegante, sexy, capricciosa. Scarpe che hanno fatto di Caovilla il couturier delle regine, delle dive, delle donne in carriera, da Sharon Stone a Sophia Loren, fino alle principesse di Monaco.
  10. Hangisi di Manolo Blahnik: la fibbia delle Hangisi, elemento caratterizzante di queste décolleté del 2008 a punta in raso di seta, si ispira ai dettagli legati a Napoleone, Giuseppina e Paolina Bonaparte, che il designer aveva visto in Italia. Diversi i colori e le stampe disponibili, anche se quello più richiesto è il blu. Il nome viene da un parola turca, trovata da Blahnik, come spesso gli capita, sfogliando un libro. A farle conoscere anche a chi non potrà mai acquistarle a causa del prezzo proibitivo (860 euro), la comparsa ai piedi della solita Sarah Jessica Parker: sono un paio di Hangisi, infatti, le scarpe con cui Mister Big chiede a Carrie di sposarlo.