Dite la verità: se pensaste di rifare il pavimento di casa, vi verrebbe mai in mente qualcosa di diverso dal parquet o dalle piastrelle? No, perchè qualche altra alternativa ormai esiste, e non si tratta (Dio ce ne scampi e liberi) della disgustosa moquette, tanto amata dal mondo anglosassone.

Dunque cosa rimane? Un ruvido asfalto in stile very urban oppure un pvc in grande stile industrial? No, niente di tutto questo. Rimane un materiale con mille vantaggi e mille sfaccettature, con un unico difetto: il primo si chiama “resina“, il secondo si chiama “tempo di asciugatura”.

La posa della resina infatti necessita di tempi di asciugatura quasi biblici e potrebbe rallentare non poco una ristrutturazione completa; senza contare inoltre che le resina vuole una superficie liscia e continua su cui poggiare, praticamente priva di qualunque dislivello, e spesso questa esigenza rappresenta un problema, specie nelle case un po’ datate.

Ma al di là di questo, credo davvero che il pavimento in resina in ambito domestico rappresenti una svolta: funzionale, pratico, bello. Si tratta di un materiale che pur dopo diversi passaggi risulta essere spesso soltanto 3 mm, non presenta soluzioni di continuità, rimane quindi estremamente igienico e soprattutto garantisce una qualità che potrebbe piacere a qualunque donna, uomo o coppia che non trovi particolare gratificazione nelle faccende domestiche: è facile da pulire. Bastano un panno umido e un detergente neutro; oppure un comodo robot. E se si graffia a lungo andare, il pavimento in resina può essere facilmente rigenerato.

Ma c’è un altro punto di forza che può far drizzare le antenne al lato femminile che c’è in voi, uomini o donne che siate: l’estetica del pavimento in resina. Le sue possibilità di resa visiva sono infinite e apriranno la strada a un mondo finora esplorato solo in parte, se non in ambito commerciale: la decorazione a pavimento.

Dalla tinta unita uniforme all’effetto materico, dalla finitura lucida a quella opaca (passando per la semilucida) per arrivare infine a effetti di qualunque genere. E’ possibile disegnare qualunque cosa su un pavimento in resina, oppure inserire materiali vari sotto l’ultimo strato trasparente, dalla carta di giornale fino a veri e propri quadri. Il limite è solo la fantasia.

E benchè un elemento importante come il pavimento (costoso e necessariamente duraturo) sia da studiare nel dettaglio, l’idea di potersi sbizzarrire sul suolo che calpestiamo e non soltanto sulle pareti che ci circondano, è secondo me una delle chiavi di svolta verso il futuro della casa e dell’arredo. Attenzione però a non esagerare con decori e colori: il pavimento è quasi per sempre, come un diamante. E a lungo andare il troppo stroppia.

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