I benefici dello sport sono evidenti fin dalla tenera età, quando i piccoli possono sperimentare più discipline e aiutare i loro giovanissimo fisico a svilupparsi in modo armonico.

Accade abbastanza di frequente, tuttavia, che una coppia di genitori decida per il figlio senza consultarlo e tastare il terreno riguardo le sue preferenze. Si parla ovviamente di bambini in età scolare, dai sei anni in su, nonostante praticare un’attività motoria faccia bene anche ai più piccoli.

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Nella scelta dello sport per i bimbi, quindi, non deve mai mancare l’attenzione verso le loro personali attitudini, valutando anche se la disciplina che si vuole proporre al proprio figlio è adatta alla sua età e se è in grado di aiutarlo a migliorare la coordinazione e la struttura muscolare, nonché la postura.

È fondamentale che tale scelta sia condivisa, possibilmente scegliendo uno sport che permetta al bambino di scaricare lo stress che, inevitabilmente, accumula dietro il banco di scuola. Se fatta bene e negli orari giusti, qualsiasi attività motoria non impedirà al bambino di applicarsi nello studio, anzi, i benefici saranno evidenti anche sotto questo punto di vista.

Se si opta per uno sport di squadra, inoltre, il bimbo avrà modo di socializzare maggiormente e di maturare la capacità di lavorare in gruppo, avendo a cuore il bene di tutti oltre che quello del singolo. Una lezione di vita che, purtroppo, spesso si apprende troppo tardi.

La frequenza ideale di una disciplina sportiva varia a seconda degli altri impegni settimanali del bimbo. In generale, un allenamento di due o tre lezioni a settimana non è considerato particolarmente pesante, a meno che non siano previste particolari attività motorie anche durante l’orario scolastico. Prima di scegliere uno sport è anche bene consultarsi anche con il pediatra, soprattutto nel caso in cui il bambino soffra di patologie particolari oppure anche semplicemente per farsi consigliare riguardo le più idonee norme igienico sanitarie da osservare, ad esempio, in una piscina pubblica.

Partendo proprio dal nuoto, da qualche anno si è sviluppata anche in Italia la pratica di iscrivere i bambini ai vari corsi di acquaticità neonatale a partire dai sei mesi di vita. Si tratta di momenti di gioco che coinvolgono anche i genitori, ma che aiutano il bambino a prendere dimestichezza con l’ambiente acquatico. Anche dopo i tre anni il nuoto rimane uno degli sport più adatti ai bambini. Per i più grandicelli, inoltre, c’è anche la possibilità di praticare la pallanuoto, che tuttavia richiede una notevole padronanza del nuoto e che, quindi, è consigliabile solo dopo qualche anno di attività di base.

Il calcio, invece, ha il vantaggio di favorire vari tipologie di allenamento e, di conseguenza, consente di ottenere buoni risultati sia dal punto di vista della velocità sia della resistenza fisica. Molto affascinante è il tennis, che necessita di notevole coordinazione e di un’attrezzatura adatta all’altezza e al peso dei bambini. Pallavolo e basket, invece, aiutano a sviluppare la velocità ma anche ad allungare la colonna vertebrale particolarmente stimolata durante i salti. Ancora più originale è la scherma, che tuttavia necessita di non poche attenzioni per evitare che il bambino sforzi un arto più dell’altro. Tipicamente invernale, infine, lo sci discesa è adatto anche a bambini molto piccoli e se praticato con regolarità aiuta a migliorare l’equilibrio e a potenziare i riflessi.

La danza, spesso prima scelta delle bambine, merita un approfondimento a parte.