Sta per prendere il via il primo studio mondiale di fase II su pazienti affetti da sclerosi multipla. I test partiranno all’inizio del 2012 e l’Italia sarà in prima fila. Si baserà sull’utilizzo di cellule staminali mesenchimali, ovvero prese dal midollo osseo.

Alla sperimentazione mondiale della terapia in questione contro la sclerosi multipla parteciperanno una ventina di centri sparsi in tutto il mondo, quattro dei quali si trovano in Italia. I pazienti coinvolti saranno 160 in totale. Tra i coordinatori dello studio figura anche un italiano, ovvero Antonio Uccelli, responsabile del Centro sclerosi Dipartimento neuroscienze dell’Università di Genova.

Nel frattempo, giungono i primi dati dallo studio multicentrico italiano Cosmo, finanziato dalla Fism. È ancora in corso ma in base a quanto emerso, sarebbe escluso un legame tra sclerosi multipla e Ccsvi, come ipotizzato da Paolo Zamboni.

Lo studio dell’angiologo ferrarese Zamboni coinvolge circa 2 mila persone tra malati di sclerosi multipla, pazienti con altre patologie neurologiche e individui sani. Finora sono state esaminate 700 persone con ecodoppler e, riferisce Comi, la frequenza di Ccsvi è stata confermata in meno del 10% dei casi.

Secondo quanto spiegato da Comi, direttore del Dipartimento neurologico e Istituto di neurologia sperimentale dell’Irccs San Raffaele di Milano:

«si è completamente sgonfiata l’ipotesi che la Ccsvi sia una causa o una significativa concausa della sclerosi multipla».

Il caso è comunque ancora aperto e lo studio Cosmo proseguirà ancora; entro fine anno si avranno risultati definitivi e si scoprirà dunque se la teoria di Zamboni darà i frutti sperati o meno.

Fonte: Il resto del Carlino.