Solo qualche giorno fa, Giancarlo Comi, neurologo dell’Ospedale San Raffaele di Milano, si era espresso sulla Ccsvi e sul metodo che Paolo Zamboni avrebbe scoperto per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da sclerosi multipla. Comi aveva spiegato che lo studio epidemiologico che l’Aism/Fism sta conducendo in Italia sarà “risolutivo”, ma l’Associazione Ccsvi-Sm ha replicato facendo sapere che non sarà così.

Gisella Pandolfo, presidente dell’Associazione Ccsvi-Sm, ha infatti spiegato che:

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“lo studio Aism sarà solo uno dei tanti studi epidemiologici su Ccsvi e Sm in atto in Italia e all’estero. Sulla risolutezza dei suoi risultati nutriamo forti dubbi per il semplice fatto che ha un grave peccato originale: non essere assolutamente in linea con i criteri metodologici stabiliti dall’autore della scoperta.”

Il professor Paolo Zamboni si è dimesso dallo studio diagnostico Aism/Fism che avrebbe dovuto dirigere poiché convinto della non fattibilità della ricerca in questione: il protocollo che si seguirà è insegnato in modo difforme rispetto al suo, e differenti saranno anche le tempistiche per la preparazione degli sperimentatori e, di conseguenza, la rilevazione dei dati. Pandolfo va a spiegare dunque che tutte le risposte certe sulla Ccsvi e sclerosi multipla si avranno con Brave Dreams, lo studio multicentrico che sta per partire sotto la direzione dell’autore:

“a tutte le domande, non solo diagnostiche ma anche terapeutiche, risponderà “Brave Dreams”, l’unica sperimentazione in doppio cieco prevista, quella che sta per partire in Emilia Romagna sotto la direzione del prof. Zamboni. Ripetiamo, questa è la sola sperimentazione che potrà dare le risposte scientificamente valide e definitive sulla questione. I risultati sono attesi entro al massimo un paio d’anni.”

Sarà dunque Brave Dreams a fornire tutte le risposte scientificamente valide sulla cura che Zamboni potrebbe offrire a tutti i malati di sclerosi multipla, secondo quanto viene riportato su Estense.com. Con la speranza che questa possa aprire una nuova terapia nel Sistema sanitario nazionale e internazionale e dare così una vita migliore a coloro che ne hanno bisogno.