In Italia è piuttosto preoccupante la situazione sulla sclerosi multipla, ogni quattro ore si verifica infatti un nuovo caso e a oggi sono circa 61mila i malati di questa malattia che si manifesta soprattutto tra i 20 e i 30 anni e per la maggior parte dei casi nelle donne. La speranza di molti risiede nella cura del dottor Paolo Zamboni, ed entro il 2011 si avranno più risposte sulla sua ipotesi.

Zamboni crede che ci sia una possibile correlazione tra la sclerosi multipla e la CCSVI (chronic cerebrospinal venous insufficiency), ovvero un’anomalia del flusso sanguigno dovuto a dei restringimenti delle principali vene del sistema nervoso centrale. Il dibattito sull’esistenza di questa correlazione tra le due cose è più vivo che mai ma, a quanto pare, entro quest’anno si avranno risposte certe su ciò che esprime Zamboni.

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Lo ha spiegato Giancarlo Comi, direttore del Dipartimento di Neurologia dell’Irccs San Raffaele di Milano e direttore scientifico dell’Istituto di Neurologia Sperimentale della capitale della Lombardia, nonché membro del comitato dell’Aism. Nel corso di un convegno che si è svolto a Catania, Comi ha spiegato che:

“vogliamo avere la mente aperta, esplorare tutte le strade, senza nessun pregiudizio e testare l’ipotesi di correlazione formulata dal prof. Zamboni. In questo senso Aism e Fism stanno facendo uno sforzo ciclopico, anche se ci sono già molti studi internazionali che hanno rilevato la non evidenza di questo collegamento.”

Nonostante gli Stati Uniti abbiano sostenuto di recente l’ipotesi del dottor Zamboni, alcuni studi americani e tedeschi hanno fallito nel rilevare la correlazione tra la sclerosi multipla e la CCSVI:

“ad oggi le principali società scientifiche hanno preso delle posizioni chiare in merito alla CCSVI e non si fanno interventi di disostruzione delle vene del collo e del torace in nessun luogo, salvo che in alcune sacche nei Paesi dell’Est ma solo a scopo lucrativo”.

Bisogna dunque approfondire ulteriormente la cura Zamboni e vedere se sarà possibile garantire una vita migliore a tutti i malati di sclerosi multipla. Sarà necessario aspettare solo un altro po’ di tempo per avere tutte le risposte di cui si ha bisogno per approfondire tale teoria.

Gli obiettivi a cui l’Aism punta, per tutti coloro che sono affetti da questa malattia, sono una piena integrazione sociale e una buona qualità della vita. Qualche speranza per la cura Zamboni sembra esserci: in molti la sostengono e sono altrettanto tanti coloro che non credono che sia la strada giusta per sconfiggere la sclerosi multipla. Voi cosa ne pensate a riguardo?