Dopo tanta attesa da parte degli affetti da sclerosi multipla, parte in Italia a Ferrara e Bologna Brave Dreams, la sperimentazione clinica della terapia proposta da Paolo Zamboni, con la quale si dovrà accertare il legame tra la Ccsvi – insufficienza venosa cronica cerebro spinale – e la sclerosi multipla.

La sperimentazione di Brave Dreams partirà in due centri, ovvero presso l’azienda ospedaliero-universitaria S. Anna di Ferrara e l’ospedale Bellaria di Bologna. In tali strutture di ricerca e in quelle che dovrebbero partire a breve, si sottoporranno allo studio 650 soggetti affetti da sclerosi multipla ma nella prima fase del trial saranno massimo 120 i soggetti che vi prenderanno parte.

La ricerca Brave Dreams del dottor Paolo Zamboni è promossa dalla Regione Emilia Romagna ed è finanziata con i fondi dello stesso ente, da donazioni di privati e dalla Fondazione Hilarescere. È stata accolta con grande entusiasmo dai pazienti, che negli scorsi mesi l’avevano sostenuta a tutti i costi, contro quei detrattori che ne vedevano invece una poca affidabilità: i risultati raggiunti da Zamboni sono ancora contestati da una parte del mondo scientifico, in particolare dai neurologi, ma finalmente ora sarà possibile verificare in Italia stesso se la cura sulla Ccsvi e sclerosi multipla avrà gli effetti desiderati o meno.

La sperimentazione italiana sullo studio Brave Dreams partirà da novembre ed è ora di dare una risposta concreta a tutti quei pazienti che attendono di sapere se le speranze risposte nel dottor Zamboni saranno concretizzate o meno. Bisognerà accertare e definire il legame tra Ccsvi e sclerosi multipla e applicare una terapia, già comunque individuata dal medico ferrarese e dalla sua equipe.

Fonte: La Repubblica.