Dopo tante polemiche giunte in Italia per, si dice, il poco supporto dato dal nostro Paese alla cura Zamboni contro la sclerosi multipla, la regione Toscana ha deciso di aprire il primo studio sperimentale per la diagnosi e la terapia dell’insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (Ccsvi) in pazienti affetti da sclerosi. La sperimentazione verrà avviata a Pisa da giorno 16 agosto.

È una vittoria questa per quei numerosi pazienti che supportano il metodo ideato dal professor Paolo Zamboni, che ipotizza una correlazione tra Ccsvi e sclerosi multipla, ritenendo che l’eliminazione della prima possa essere fondamentale per il miglioramento delle condizioni di {#salute} dei malati. Si tratta di una cura sperimentale che dovrà essere accertata, ma in Italia fino a oggi non è stato dato a tale ricerca lo spazio che sembra meritare, contrariamente a quanto sta avvenendo all’estero dove alcuni centri stanno verificando se il trattamento di angioplastica percutanea possa davvero essere di aiuto.

Altri progetti analoghi sono in fase di attuazione ma la sperimentazione di Pisa sembra suscitare particolare interesse in queste ore dall’annuncio. Sessanta è il numero totale dei pazienti affetti da sclerosi che entreranno a far parte dello studio pisano; per prenotare la visita che precede l’arruolamento nello studio bisogna chiamare il numero di telefono – anche fax – dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle 13, 050/995479 oppure 050/996767 dal prossimo 16 agosto, secondo quanto viene comunicato.

Lo scopo della sperimentazione sarà quello di dare una risposta adeguata alle pressanti richieste dei pazienti e valutare se il metodo proposto da Zamboni sia davvero valido e sicuro. In Italia si è acceso un dibattito tra sostenitori e detrattori della teoria sulla correlazione tra Ccsvi e sclerosi multipla, voi cosa ne pensate?