Partirà la prossima settimana la sperimentazione sul metodo di Paolo Zamboni per la lotta alla sclerosi multipla, una sperimentazione molto attesa da coloro che sono affetti da questa malattia. La presidente onoraria Ccsvi nella Sm, Nicoletta Mantovani Pavarotti, ha applaudito l’iniziativa firmando peraltro una lettera di ringraziamento diffusa oggi dalla stampa.

«L’associazione CCSVI nella SM è estremamente contenta della partenza di Brave Dreams (Sogni Coraggiosi), la sperimentazione clinica guidata dal prof. Paolo Zamboni e dal dott. Fabrizio Salvi. L’associazione, fatta da malati e familiari di malati, ha sempre sostenuto – assieme ad altre associazioni e tantissimi volontari – la scoperta del prof. Zamboni, e la necessità che su questa si potesse procedere con la ricerca libera, indipendente e incondizionata, come prescrive la Costituzione italiana.

[…] L’associazione CCSVI-SM ringrazia molto il Ministero della Salute per aver dato il definitivo via libera alla partenza dello studio, e gli chiede al tempo stesso di vigilare affinché ostacoli pretestuosi non siano frapposti al sereno svolgimento della ricerca stessa. […] Accompagnati, in questo, anche da noi e dai malati che rappresentiamo, tenaci sostenitori della libera ricerca scientifica, e incrollabilmente fiduciosi negli esiti fecondi della loro sperimentazione».

Dalla prossima settimana partirà dunque l’arruolamento dei pazienti per lo studio Brave Dreams, la sperimentazione clinica del metodo Zamboni nel trattamento dell’insufficienza venosa Ccsvi associata, secondo le ricerche, alla sclerosi multipla. La stessa è finanziata dalla regione Emilia Romagna con quasi tre milioni di euro e andrà a valutare l’efficacia e la sicurezza dell’angioplastica dilatativa proposta da Paolo Zamboni, il professore dell’Università di Ferrara.

Il reclutamento dei pazienti prenderà il via proprio nell’ospedale di Ferrara dove lavora Zamboni e nell’Ausl di Bologna, e successivamente proseguirà in Sicilia.