Identificare la sclerosi multipla con un semplice prelievo del sangue? Sarà possibile in futuro, secondo quanto reso noto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di neurologia sperimentale del San Raffaele. Attraverso un recente studio, è stato possibile infatti individuare con un’analisi di genomica funzionale quei biomarcatori specifici per tale tipo di malattia.

Sarà possibile distinguere una persona sana da un’affetta da sclerosi multipla mediante un esame del sangue. Per tale studio, sono stati valutati più di ventimila geni nel sangue di pazienti malati di sclerosi e i loro profili sono stati paragonati a quelli di persone sane, e sono emerse due osservazioni interessanti, come sottolineato dai ricercatori:

«La prima si riferisce ai geni associati al sesso. Si è visto, infatti, che la sclerosi multipla è caratterizzata da cambiamenti significativi sia nella quantità che nel tipo di geni che sono diversamente espressi nel sangue degli uomini e delle donne. La patologia quindi stravolge il normale mantenimento delle differenze di genere nel sangue. Una seconda osservazione emerge dal confronto tra i geni espressi nella popolazione sana e malata. Sono state identificate delle “firme molecolari” associate alla patologia diverse negli uomini e donne con sclerosi multipla. Questi “codici a barre” distinti hanno tuttavia fornito informazioni sugli stessi processi biologici sottesi alla malattia.»

Si tratta di uno studio innovativo poiché, sebbene sia noto come la sclerosi multipla sia associata ad alterazioni del sistema immunitario in parte riconducibili a una predisposizione genetica, fino a oggi non erano stati mai identificati precisi marcatori e facilmente misurabili. Sarà dunque probabilmente questo il futuro per una diagnosi precoce della malattia, che oggi colpisce milioni di persone nel mondo.