Mariangela Melato non c’è più. Se ne va in silenzio l’ultima grande attrice della vecchia scuola del cinema italiano: colei che era bella, ma non per una bellezza sexy e prorompente data da Madre Natura o da un chirurgo plastico, bella perché condensava nel suo sguardo e nelle sue espressioni la bellezza a un tempo di Talia e Melpomente, della commedia e della tragedia.

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Mariangela Melato, 71 anni, è morta stamattina alle 5 in una clinica romana in cui era ricoverata. Attrice per il cinema, il teatro e la televisione, legò il suo nome in particolare alla regista Lina Wertmuller, che la volle per Mimì Metallurgico Ferito Nell’Onore, Film d’Amore e d’Anarchia e il capolavoro Travolti da un Insolito Destino nell’Azzurro Mare d’Agosto, il cui recente remake con Madonna, seppure molto suggestivo, fece rimpiangere il talento della Melato.

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Lavorò con i maggiori registi del cinema italiano, senza disdegnare ruoli di seri B: la Melato ha collaborato tra gli altri con Mario Monicelli, Pupi Avati, Nino Manfredi, Vittorio De Sica, Elio Petri, Steno, Sergio Citti, Renato Pozzetto, Cristina Comencini, Giuseppe Bertolucci, Sergio Rubini e molti altri.

In tanti la ricordano per la sua carriera teatrale: la Melato riusciva a essere versatile, ad accentrare tutta l’attenzione su di sé, che fosse sullo stage, sul piccolo o sul grande schermo. Possedeva una modernità che appare ineguagliabile, sia per le attrici che le furono coeve nel suo periodo d’oro, gli anni ’70, sia per coloro che le successero. La recitazione in Italia perde così una delle sue più grandi dive.

Fonte: Il Secolo XIX.