La scomparsa di Luciano Emmer (venuto a mancare in questi giorni a 91 anni, per i postumi di un brutto incidente stradale di cui era rimasto vittima quest’estate) non rappresenta solo un grave lutto per il mondo del cinema, ma anche e soprattutto per quello della televisione.

Uno degli aspetti meno noti della sua professione di regista è rappresentato dai suoi spot pubblicitari, che coinvolsero le star di musica, TV e cinema dell’epoca, da Mina a Totò, da Carlo Dapporto a Paolo Panelli, passando per Pippo Baudo, Edoardo Vianello e Aldo Fabrizi. I jingle, gli slogan, oltre che certamente la fama dei protagonisti di questi spot hanno contribuito a conservarne la memoria, che è giunta fino alle generazioni successive, come dei tormentoni che ancora non avevano consapevolezza di essere tali.

Uno dei suoi film più delicati e celebrati è Le ragazze di piazza di Spagna, con l’indimenticabile Lucia Bosè, tanto apprezzato che nel 1998 divenne una “fiction” per Rai Due interpretata, tra gli altri, da Romina Mondello, Vittoria Belvedere e Alice Jane Evans.

Ma il suo più celebre lavoro, quello per cui sarà ricordato ai posteri, è indiscutibilmente la sigla di Carosello, fatta di tende che si aprivano, una dopo l’altra, in un’illusione ottica che faceva pensare fossero infinite, per mostrare il primo vero spettacolo di prima serata della neonata televisione italiana. E quando partiva la sigla tutti i bambini dovevano andare a letto.