Il tumore al seno è una malattia grave se non viene individuata e curata per tempo, ed è dovuto alla moltiplicazione eccessiva e incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria, che si trasformano in cellule maligne, capaci tra l’altro di staccarsi da quel tessuto per raggiungere quelli circostanti ed espandersi a poco a poco negli altri organi.

Questo cancro è spesso considerato come se fosse un male incurabile, ma gli strumenti messi oggi a disposizione dalla medicina, che ha fatto enormi progressi in tale direzione, permettono in molti casi di guarire completamente o comunque di vivere a lungo una vita normale.

Il tumore al seno si può diagnosticare e curare abbastanza facilmente, soprattutto quando è di piccole dimensioni. Come si sa, quando si è malati è necessario sottoporsi a sessioni di chemioterapia. A volte però, alcune pazienti traggono benefici dal trattamento, mentre altre subiscono una recidiva, e fino ad oggi non si era capito il motivo delle possibili resistenze ai trattamenti.

La scoperta di un gruppo di ricercatori del Dana Farber Institute di Boston, riportata da AGI Salute, riesce a chiarire finalmente il punto: sono stati infatti individuati i geni responsabili della resistenza ai farmaci chemioterapici in caso di tumore al seno.

I risultati di tale ricerca consentono tra l’altro di prevedere in anticipo quanto sarà efficace la chemio sulla paziente dopo l’intervento, e, in caso di risposta negativa, si potrebbe dunque far orientare gli specialisti verso altre terapie farmacologiche.

I test sono stati effettuati su un campione di 85 donne colpite dalla malattia, nelle quali sono stati utilizzati vari farmaci appositi per il tumore come doxorubicina, daunorubicina ed epirubicina.

Secondo Andrea Richardson, coordinatore della ricerca, un kit per questo tipo di test genetici non dovrebbe essere difficile da sviluppare, e potrebbe essere sperimentato sui pazienti in meno di un anno.