Attualmente, purtroppo, non esiste una cura definitiva per la sclerosi multipla, la grave malattia neurodegenerativa del sistema nervoso. Tuttavia vengono impiegati dei trattamenti sperimentali che tramite vari farmaci riescono ad influenzare il decorso della malattia e a ridurne gli effetti.

Tra l’altro, non si conoscono ancora le cause scatenanti della malattia e ciò comporta un limite per nuovi studi e possibili terapie alternative. Ma, come riporta Ansa, è stato scoperto un nuovo farmaco, somministrabile per via orale, che riesce a ridurre la progressione della disabilità.

Il prodotto in questione si chiama Fingolimod ed è stato realizzato da Novartis, in seguito ai risultati emersi da due studi (“Transforms” e “Freedoms”), tra l’altro pubblicati di recente sulla rivista New England Journal of Medicine, che vedono anche la partecipazione da parte di scienziati italiani.

Lo studio è stato effettuato due gruppi di partecipanti. Il primo ha ricevuto il Fingolimod per via orale, al secondo è stato invece somministrato del placebo per due anni. È emerso così che il Fingolimod ha ridotto le ricadute di più del 50% e la progressione della disabilità è stata ridotta del 30%, del 37% e del 40% a seconda delle dosi.

Si è registrata inoltre una significativa riduzione anche nei confronti delle lesioni cerebrali attive e i benefici clinici derivanti dal nuovo farmaco vengono, a quanto pare, mantenuti anche nel trattamento a lungo termine.

Le attuali terapie per la sclerosi multipla vengono somministrate per via iniettiva o per infusione, mentre l’innovazione che potrà portare l’introduzione di Fingolimod rappresenta un grande passo in avanti nella lotta contro questa grave malattia.

Restano comunque ancora da valutare gli effetti collaterali che il farmaco potrebbe avere prima del suo rilascio.