I polmoni sono una delle zone più colpite dal cancro e sappiamo bene quanto l’essere fumatori vada a incidere sulle possibilità di ammalarsi.

Ma purtroppo, anche per chi non ha mai acceso una sigaretta, esiste ugualmente un rischio di sviluppare un carcinoma polmonare. Certo, di 15-20 volte inferiore rispetto a chi fuma ma, comunque, tra gli ammalati c’è un tangibile 53% di donne e un 15% di uomini non fumatori.

Ci si è chiesto sempre il perché di questa incidenza e una delle spiegazioni più plausibili ha riguardato l’esposizione al fumo passivo. Una nuova ricerca condotta a New York ha scoperto che il responsabile del cancro ai polmoni sarebbe, tuttavia, un gene, il “GPC5“, la cui scarsa attività sarebbe responsabile del problema.

Lo studio è stato condotto su un campione di 754 volontari che avevano fumato un massimo di 100 sigarette in tutta la loro vita. I ricercatori hanno prelevato dei campioni di DNA e si sono raccolti dati sulle differenze genetiche dei soggetti, sulla loro storia personale e su una buona variante di fattori come l’eventuale esposizione al fumo passivo, malattie respiratorie e via dicendo.

In seguito alle ricerche, sono state identificate nel DNA due alterazioni sul cromosoma 13, che possono far crescere del 60% il rischio di questo tipo di tumore tra i non fumatori.

Saranno comunque necessarie in futuro ulteriori ricerche per capire quale sia il vero ruolo del genere GPC5 sul cancro ai polmoni ed eventualmente studiare un metodo per togliere ogni rischio di malattia, tra chi non ha il vizio del fumo.