I fattori che influiscono sulla fertilità femminile sono tanti, e l’età della donna è considerata uno dei primi nemici del concepimento. Un nuovo studio inglese, tuttavia, sembra aver individuato un enzima che agisce come una sorta di interruttore naturale regolando il potenziale fertile.

L’enzima che regolerebbe la fertilità si chiama SGK1, e secondo i ricercatori Università di Warwick si tratta di un elemento fondamentale nella fase del {#concepimento}: ma come agisce questo interruttore naturale?

La sua funzionalità è importante non solo per aumentare le possibilità di rimanere incinta, ma anche per limitare il rischio di aborto spontaneo. Per individuare il raggio di azione di questo enzima, i ricercatori hanno preso in considerazione il quadro clinico di un gruppo di donne con evidenti difficoltà legate al concepimento e a portare a termine la gravidanza.

L’enzima SGK1 sembra realmente fare la differenza per quanto riguarda i problemi di fertilità, infatti un basso livello nel tessuto dell’utero è associato a una maggiore probabilità di concepire un figlio: solo in questo caso la fecondazione e l’impianto avvengono senza difficoltà. Una volta che c’è stato il concepimento, tuttavia, i valori devono aumentare per consentire un regolare sviluppo della placenta. Per usare una terminologia più tecnica, i livelli di SGK1 devono crescere nella decidua, vale a dire quella parte della mucosa uterina che si modifica in funzione della {#gravidanza}.

Ulteriori conferme relative a questa teoria scientifica potrebbero aiutare a fare grandi passi in avanti in materia di infertilità e aborto spontaneo, un evento ancora oggi spesso privo di cause evidenti.

Fonte: BBC