Finalmente arriva una buona notizia che riguarda la scuola: la Commissione Cultura del Senato ha approvato la prima legge sulla dislessia, che nel nostro paese colpisce più di un milione e mezzo di persone, tra adulti e bambini.

La legge “Disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico“, così è stata chiamata, pone fine a tutte le discriminazioni che da sempre hanno dovuto subire i bambini dislessici.

Essere dislessici non significa essere stupiti, svogliati, incapaci, come invece ritenuto erroneamente da molti. Il dislessico è intelligente tanto quanto e anche più gli altri. Basti pensare che Albert Einstein era dislessico. Ciò che caratterizza chi soffre di questo disturbo è una maggiore difficoltà nello scrivere, nel leggere e nel fare i conti, che richiede un diverso approccio nell’apprendimento.

Per tutti questi motivi, la norma prevede un finanziamento di 2 milioni di euro per il 2010-2011, che serviranno a garantire il diritto a usufruire dei provvedimenti compensativi e dispensativi lungo tutto il percorso scolastico, compresa l’università, e ad assicurare la giusta preparazione degli insegnanti. In questo modo, si eviteranno forme di discriminazione e isolamento per chi ne soffre e consentirà un sereno e proficuo inserimento nella scuola.

Importante è la diagnosi tempestiva. Per questo la legge prevede, qualora non fosse possibile effettuare la diagnosi presso le strutture del Servizio Sanitario Nazionale, la possibilità di effettuarle presso strutture accreditate.

Alle famiglie sarà garantita la possibilità di usufruire di orari di lavoro flessibili e per i bambini dislessici saranno previste forme di apprendimento individualizzato come compiti più brevi, verifiche orali e non scritte, meno attenzione agli errori ortografici e alla conoscenza mnemonica delle tabelline.