Scuola: il gioco può avere un’influenza sull’apprendimento dei bambini molto più forte dello studio. Questo è il risultato emerso da una ricerca pubblicata sul giornale statunitense “Atlantic” che ha preso in considerazione il sistema scolastico finlandese. I bambini del paese scandinavo cominciano, infatti, a frequentare la scuola elementare tra i sei e i sette anni, dedicando quindi molto più tempo al gioco e all’artigianato.

Nonostante ciò, secondo le ricerche dell’Università di Stanford, la Finlandia risulta uno dei Paesi con il più alto tasso di alfabetizzazione del mondo con il 94% degli alunni che inizia la propria formazione nella scuola secondaria.

Ciò accade perchè l’attenzione del bambino, attraverso il gioco, è maggiormente stimolata così come spiega la psicologa e psicoterapeuta Anna Oliveiro Ferraris:

Si impara divertendosi e senza la preoccupazione di sbagliare o di essere giudicati. Il divertimento genera delle emozioni positive che aiutano a fissare in memoria gli apprendimenti e anche a revocarli a distanza di tempo. […] Bisogna quindi evitare di spingere i bambini di età prescolare a scrivere a tutti i costi, ma lasciarli liberi di provare e di divertirsi con le lettere dell’alfabeto e le parole brevi di una sillaba”.

Un ottimo metodo quello finlandese, tanto che potrebbe essere preso come punto di riferimento per la scuola italiana, così come racconta la psicologa:

“Difficile fare dei paragoni in paesi tanto diversi. Anche noi disponiamo delle conoscenze psicopedagogiche che hanno loro. Penso siano più efficienti nella programmazione e nella preparazione degli insegnanti. Gli insegnanti finlandesi vengono valutati non solo per la preparazione che hanno nelle diverse discipline, ma anche per la capacità di insegnare ad alunni di diverse età e con  diverse caratteristiche, nonchè dall’entusiasmo o partecipazione che dimostrano nel loro lavoro”.

Insomma, una questione di preparazione degli insegnanti ma non solo, in quanto anche le risorse messe a disposizione dal governo del paese scandinavo sono nettamente maggiori rispetto ai contributi italiani:

“In proporzione spendono molto più di noi per la scuola, le scuole sono efficienti e dotate di tutto l’occorrente, gli insegnanti hanno uno stipendio superiore a quello dei nostri insegnanti e il loro ruolo non solo è rispettato dai cittadini, ma è considerato centrale per la vita della comunità”.