Da un lato la necessaria spinta verso il digitale e la revisione della spesa dello Stato. Dall’altro, la necessità di fornire un servizio a tutti coloro che ne hanno diritto. L’iscrizione a scuola, obbligatoriamente online secondo la nuova legge 135 del 7 agosto 2012, è un esempio emblematico.

Dal 21 gennaio fino al 28 febbraio basterà collegarsi al sito iscrizioni.istruzione.it, registrarsi, e la scuola riceverà la domanda della famiglia.

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Qualche piccolo intoppo è previsto, così come la possibilità di utilizzare le risorse umane delle scuole per seguire i genitori che non abbiano una connessione Internet, o abbiano problemi con il sistema (ad esempio per scarsa conoscenza del mezzo o della lingua italiana): una situazione che dovrebbe riguardare circa una famiglia su sei e che si potrebbe risolvere andando alla segreteria della scuola prescelta, o anche in una biblioteca.

Da questo punto di vista, la brochure e gli spot prodotti dal MIUR solo in lingua italiana non sono sufficienti. Il Ministro uscente, Francesco Profumo, ha scritto una lettera ideale a tutte le famiglie italiane, per spiegare questa novità:

«Si tratta di una novità normativa che consente di scegliere la scuola destinataria dell’iscrizione, compilare e trasmettere il modulo, e seguire l’iter della domanda fino al suo accogliemento finale (…). Auguro a tutti voi una buona scelta e un buon inizio, nella speranza che lo sforzo di rendere i processi amministrativi più efficienti e moderni venga da tutti voi apprezzato.»

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Come compilare la domanda? Non è difficile. Nella prima sezione vanno inseriti i dati anagrafici, la scuola scelta, le preferenze. Nella seconda sezione, tutte le altre informazioni sui servizi richiesti o preferiti per la famiglia. Conclusa la registrazione, si riceve per posta elettronica un indirizzo sul quale controllare il processo di accoglimento della domanda.

Attenzione: per selezionare la scuola bisogna conoscere il codice. Se non lo si conosce, basta collegarsi a cercalatuascuola.istruzione.it oppure chiederlo alla scuola frequentata dal figlio.

La scuola italiana sta cambiando, ma con lo stile del nostro paese, sempre alle prese con la sua struttura a macchia di leopardo: aree dove sono già in vigore le pagelle elettroniche e progetti sugli ebook, altre dove una famiglia su tre non ha una connessione web. Questa rivoluzione, quindi, rischia soltanto di incrementare il divario digitale invece di diminuirlo.

Fonte: Ministero dell’Istruzione