In effetti, puoi riuscire a far piacere al tuo bambino anche un materia un po’ invisa ai più se, ad esempio, gli fai eseguire degli esercizi come se fosse un gioco.

Esistono tanti giochi allo scopo, sono in commercio molte pubblicazioni per bambini che possono aiutarti. È comunque importante che tu lo rassicuri, che non lo demotivi se i risultati non sono quelli che speri, anzi non dare proprio peso ai risultati e al voto. Devi fargli capire che un brutto voto in matematica non è un giudizio globale negativo sulla sua personalità, perché lui ha tante altre risorse interiori…In tal modo la sua autostima non viene intaccata.

Pensa che talvolta l’avversione per una materia può essere anche il campanello d’allarme di un disagio familiare: troppa pressione con la richiesta di un bel voto; troppa importanza ai risultati: troppi confronti con gli altri bambini se non addirittura con suo fratello o sua sorella. L’avversione per una data materia può essere quindi una ribellione a questi atteggiamenti sbagliati.

Cerca di valorizzare al meglio, nei limiti del possibile, anche i suoi risultati più modesti, dicendogli che poco per volta arriverà a migliorarsi e che comunque l’insuccesso in quella materia non mette in gioco le altre sue qualità. Lascia che sappia confrontarsi da solo con i propri limiti per cercare di superarli da solo e intervieni solo se noti che da solo non riesce.

Può succedere anche che il disagio in una materia nasca a scuola. Ad esempio, tuo figlio potrebbe notare un’ingiustizia nell’assegnazione dei voti oppure un atteggiamento frustrante dell’insegnante nei suoi confronti. In tal caso, è opportuno un incontro e una spiegazione con l’insegnante, che ti aiuti a capire meglio tuo figlio e ad aiutarlo, ma non a giustificarlo, perché non sempre giustificare aiuta a crescere e maturare.

Certo i consigli dell’insegnante sono preziosi, ma anche l’aiuto di un altro docente al di fuori dell’ambiente scolastico può servire. Cioè andando a ripetizione da un altro insegnante, può riuscire ad approfondire quello che non riesce ad acquisire nel contesto scolastico e a maturare il necessario senso di fiducia nelle sue capacità. Comunque, a casa deve svolgere i compiti di matematica prima delle altre materie per non arrivare a ”quelli più antipatici” nelle ore in cui è stanco.