La scelta della scuola è sempre un passo importante per i bambini che, dopo gli anni giocosi della scuola materna, si accingono ad affrontare il percorso di studi obbligatorio. I genitori più apprensivi e curiosi si informano per tempo sulle materie che si studieranno, sui metodi di insegnamento adottati e sull’approccio degli insegnanti verso gli studenti.

Quello di cui si dovrebbe tener conto, però, riguarda anche la composizione della classe e, in particolare, il numero degli alunni che ne fanno parte. Più le classi sono piccole, dunque, più gli studenti riescono a concentrarsi nello studio ottenendo risultati migliori.

Galleria di immagini: Studenti in classe

Appartenere a una classe che conti un minimo di 13 o un massimo di 17 studenti può essere una marcia in più per il rendimento scolastico soprattutto se tale condizione si verifica in modo costante a partire dai primi anni della scuola elementare.

In questo modo, il divario fra coloro che sono eccellenti e quelli che, purtroppo, faticano a raggiungere la sufficienza viene colmato e stimola tutti gli studenti a dare il massimo. Spyros Konstantopoulos, coordinatore di una ricerca sull’argomento, ha dichiarato:

“Una delle ipotesi è che gli insegnanti nelle classi piccole abbiano maggiori probabilità di individuare le lacune degli studenti e, quindi, di fornire loro gli strumenti necessari per colmarle. Inoltre, nelle classi piccole gli studenti possono interagire meglio con gli insegnanti e impegnarsi di più nell’apprendimento.”

Questi studenti, infatti, riescono a ottenere punteggi più alti ai test di lettura e scienze e mostrano una maggiore attenzione anche se, come dicevamo, è una condizione a cui devono essere esposti costantemente fin dai primi anni di scuola.

Ulteriore elemento di sviluppo dell’apprendimento potrebbe essere costituito dall’introduzione della tecnologia fra gli strumenti di studio. Come avviene già nel Regno Unito, fornire agli studenti PC, iPod e iPad per studiare in modo poco convenzionale potrebbe essere la direzione giusta per accrescere ulteriormente le loro potenzialità ma, al tempo stesso, diventare un’enorme fonte di distrazione.

È importante sottolineare, comunque, che la disponibilità di strumenti e situazioni favorevoli che possano accrescere il livello di apprendimento di bambini e studenti non è una garanzia e che, dunque, in alcuni caso potrebbe non bastare a raggiungere i risultati sperati.

Il pericolo, in questi casi, è che i genitori nutrano speranze eccessive sui propri figli, caricandoli di un peso non indifferente. Illudersi che i figli diventino la proiezione delle proprie aspettative potrebbe rivelarsi controproducente e gravare sul loro rendimento scolastico, e non solo su quello.