Si apre la stagione delle proteste studentesche, come ogni autunno. Quest’anno però la questione sembra un po’ più seria e la protesta vede insieme i sindacati e le associazioni studentesche. Le agitazioni sono per lo più contro le azioni intraprese per scuola e università dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Per la Gelmini non si preannuncia un periodo facile, date anche le figuracce non da poco che il suo ministero sta facendo con refusi ed errori sui test per il nuovo concorso per dirigenti scolastici.

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Il governo è accusato di aver distrutto il presente e il futuro degli studenti, che scendono in piazza oggi e domani, in attesa del grande corteo di Roma del 15 ottobre, in occasione della “Giornata internazionale della rabbia“, per cui sono stati organizzati pullman provenienti da tutta Italia.

In questi giorni, ci saranno sollevazioni nelle piazze della maggiori città italiane, come Padova, Venezia, Bologna, Milano, Roma e Napoli: i cortei sono organizzati dall’Unione degli Studenti e dalla Rete degli Studenti. Domani scenderà in piazza la CGIL con l’UDU. Le richieste sono le stesse da quando il ministero è nelle mani della Gelmini: il diritto alla studio, una nuova didattica, la revisione dei sistemi di valutazione e molto altro. Dicono gli studenti delle associazioni:

«Crediamo che lo smantellamento della scuola e dell’università pubblica siano un pezzo del disegno generale di questo governo di distruzione dello stato sociale e del concetto stesso di pubblico.»

Anche la CISL si muove, il 12 ottobre, dopo aver indetto gli “Stati generali di scuola, università, ricerca, pubblico impiego, soccorso pubblico e sicurezza”. Infine, il 28 ottobre protesterà la UIL con uno sciopero del pubblico impiego, compresi i lavoratori di scuola, università e ricerca.

Fonte: TMNews.