Per essere un successo, lo è stato. Forse anche troppo. Il primo giorno delle iscrizioni scolastiche online si profila come quello, tipicamente caotico, dei nuovi servizi telematici in sostituzione di quelli cartacei. Già pochi minuti dopo la mezzanotte molti genitori hanno cercato l’accesso al nuovo sito iscrizioni.istruzione.it, e a metà mattina erano più di cinquemila le famiglie che erano riuscite a programmare l’iscrizione. Soltanto che il sito è andato offline per sovraccarico e mostra il fatidico messaggio di errore “HTTP Status 404″.

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Montano così le proteste dei tanti che si sono ritrovati il messaggio di indisponibilità del sito del Ministero, secondo copione all’italiana: caos, ansia dei genitori di essere i primi, effetto imbuto, scarsa qualità dell’infrastruttura informatica – o se non altro dei test precedenti al via – e il gioco è fatto: a parte i pochi fortunati che ci sono già riusciti, ci sono 1,6 milioni di famiglie ferme davanti ai cancelli di una scuola che ora pretende una chiave informatica per poter entrare.

Ma non è il caso di farsi prendere dal panico: le scuole, sia quelle destinatarie delle domande sia quelle di provenienza, offrono assistenza alle famiglie e a coloro che non hanno un collegamento internet o che hanno poca dimestichezza con i computer (sono circa 300 mila). Inoltre, il termine di scadenza per queste iscrizioni è fissato al 28 di febbraio. Con questo ritmo certamente tutte le famiglie riusciranno a procedere all’iscrizione (nel video sotto viene spiegato come, passo dopo passo) dei loro figli al primo anno della scuola primaria e secondaria di primo e di secondo grado.

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Non mancano anche belle iniziative di open day organizzati da diversi comuni, che hanno messo a disposizione computer e assistenza (spesso nelle biblioteche), sia al nord – caratterizzato da una forte presenza di immigrati che non conoscono perfettamente la lingua italiana e potrebbero avere difficoltà – che al sud, dove invece è la scarsa diffusione di adsl e conoscenze informatiche a far temere l’emersione di possibili ostacoli a quello che è un diritto delle famiglie.

Intanto, dal Ministero hanno precisato che tra domanda online e tradizionale non ci sarà differenza di trattamento, perché nei casi di posti a esaurimento verranno considerati come sempre i criteri di valutazione della domanda, a partire dal domicilio della famiglia dell’alunno.

Fonte: Ansa