Dieci anni fa germogliava “Nati per leggere“, fiore all’occhiello di una partnership d’eccezione tra l’Associazione culturale pediatri, l’Associazione italiana biblioteche e il Centro per la salute del bambino onlus.

Il progetto, partito nel 1999, si proponeva d’insegnare l’amore per i libri fin dal nido, attraverso la lettura ad alta voce. Come? Grazie alla collaborazione di piccoli e medi editori che hanno sostenuto la causa fornendo a educatori e bibliotecari i libri da distribuire ai “lettori in erba”, perché potessero portarli a casa e sfogliarli, toccarli, guardarli e gustarli tra le braccia di mamma e papà.

Recenti studi d’oltreoceano hanno infatti evidenziato che se i genitori cominciano a leggere ai loro piccoli le fiabe la sera, fin dai sei mesi, questi sviluppano maggiori capacità espressive e un vocabolario più ricco. Caratteristiche che favoriscono un rendimento scolastico migliore.

Grazie all’ascolto continuo e attento vengono inoltre stimolate alcune aree cerebrali del bambino che cresce affinando le sue abilità sia a livello cognitivo che relazionale, fin dalla più tenera età. Per questo è importante che il bambino impari a giocare con i libri, rispettandoli e apprezzando tutte le sensazioni che il racconto riesce ad evocare.

Se nel 2000 era il 20% degli italiani a leggere ad alta voce cinque volte alla settimana, oggi questa percentuale è salita fino al 60%. Sul territorio nazionale si sono costituiti anche gruppi di lettura che programmano eventi per il pubblico dei più piccoli in occasione delle feste più care ai bambini. A Bussero, in provincia di Milano, è nato ad esempio Libriamoci, che in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune organizza una serie di appuntamenti nelle scuole e presso la Biblioteca Comunale.

Oggi come un tempo la fiaba corre lungo la linea del tempo per “rallentare” i ritmi della sera, dopo un giorno frenetico. Un modo per ricreare il magico rito del focolare e restituire alla famiglia preziosi momenti di pace e serenità.