Se non ora quando?” torna a far sentire la propria voce. Il movimento tutto italiano che vede manifestare fianco a fianco donne di ogni parte politica ed estrazione sociale era sceso in piazza già il 13 febbraio contro l’idea di donna-oggetto – sulla scia del caso Ruby – e la violenza sulle donne.

Ieri le donne di “Se non ora quando?” hanno di nuovo manifestato il loro dissenso in relazione alla manovra economica Salva Italia, ampliando il tradizionale slogan con “Se non le donne chi?”, per sottolineare con più forza l’importanza imprescindibile della componente femminile nella società. La manifestazione principale si è svolta a Roma in una Piazza del Popolo gremita, ma da Torino a Palermo hanno sfilato in circa centomila.

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La voce è unanime: al cambio di governo non è seguito un adeguato cambiamento riguardo le politiche sociali femminili. I termini rispetto al governo Berlusconi sono diversi. Non si parla di Ruby o delle olgettine, ma si tratta pur sempre di ribadire i diritti femminili e di accantonare la figura di una donna-oggetto costretta a scegliere tra lavoro e maternità: anche questa è una forma di violenza sulle donne.

Le rappresentanti del movimento sono apparse unite e concordi: erano presenti a Roma l’avvocato Giulia Bongiorno per FLI, Paola Concia per il PD, Susanna Camusso per la CGIL assieme alla regista Cristina Comencini e alle musiciste Paola Turci e Marina Rei, che si sono esibite in “Women have the power”.

Tutte hanno sottolineato il fatto che le donne ricoprono un ruolo fondamentale nella società ma non hanno alcun potere decisionale, né sono presenti in modo opportuno nei luoghi del potere. La decisione del governo Monti di aumentare l’età pensionabile anche per le donne va contro qualunque idea di di sviluppo, spiega la Comencini: le donne vogliono essere madri e lavorare e questo è permesso solo se sono presenti adeguati servizi sociali.

Livia Turco incalza, affermando che proprio le leggi per i servizi sociali devono essere rifinanziate, garantendo alle donne lavoro e maternità senza che uno escluda l’altra. I temi nodali sono sempre gli stessi, si parla della necessaria presenza di asili gratuiti nelle aziende e del problema delle dimissioni in bianco.

Il movimento “Se non ora quando?” è fermamente convinto che si può uscire dalla crisi solo se si elimina la discriminazione femminile sui posti di lavoro. È lo stesso Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e Libertà, ad affermare che non c’è alternativa senza le donne.

Il simbolo della manifestazione di ieri, infatti, è stato rappresentato dai palloncini rosa con la scritta “Solo con le donne si esce dalla crisi”, presenti in tutte le piazze italiane.

Fonte: Ansa