La5 sta recuperando molte vecchie glorie della televisione degli anni passati, per il suo palinsesto estivo. Tra queste “Kiss me Licia“, cartone animato giapponese che raccontava di una bella ragazza, figlia di un ristoratore, che si innamorava del leader di una rock band, i Bee Hive. L’amato era inviso al padre, mentre lei faceva amicizia anche col fratellino di lui, che soffriva per l’assenza dei genitori.

In Italia “Kiss me Licia” divenne un fenomeno di costume, tanto da dare origine a una serie TV, la cui prima stagione si intitolava “Love me Licia”. Tra gli attori molti italiani, in particolare la protagonista, la cantante Cristina D’Avena, interprete allora della maggior parte delle sigle che andavano in onda sulle reti del Biscione.

Galleria di immagini: Love me Licia

Con lei Sebastian Harrison, fascinoso attore che nella serie interpretava uno dei musicisti della band dei Bee Hive, Satomi, che indossava, per esigenze di copione un’improbabile parruccona viola. Harrison è rimasto nel cuore di moltissime donne che allora erano ragazzine e seguivano assiduamente le avventure di Licia, l’eroina dal cuore tenero. Noi di oneTivu l’abbiamo intervistato.

La serie TV tratta da “Kiss me Licia” è stata la precorritrice delle telenovele musicali, come ora è accaduto per “Il mondo di Patty“, serie di grande successo. Come si è giunti a questo cambiamento “culturale” nelle fiction per ragazzi?

Non mi sembra che i produttori cercassero l’innovazione. Piuttosto, la Merak, la casa produttrice, che prima di produrre il telefilm faceva solo doppiaggi dei cartoni animati, cercava un modo per soddisfare le tante richieste del pubblico, che voleva sapere come si concludeva la storia: Licia chi avrebbe scelto tra Mirko e Satomi? In Giappone, il telefilm non aveva avuto la stessa fortuna che in Italia e i giapponesi non hanno proseguito con la storia. In Italia, hanno ripetuto gli stessi episodi inconcludenti varie volte, ma per ovvi motivi non potevano ripassare gli stessi 24 episodi del cartone animato fino all’infinito. Di conseguenza, i produttori in Italia hanno cercato di comprare i diritti, per continuare con la versione animata ma, non mettendosi d’accordo, decisero di realizzare una serie con attori in carne e ossa, il che non comportava problemi di diritti d’autore. Questa scelta puramente casuale è stata però innovativa, nel senso che era la prima volta in Italia che si realizzava un telefilm tratto da un cartone animato.

Nella serie, spesso si vedeva qualche piccolo errore di doppiaggio “musicale”: hai avuto la possibilità di mostrarti dal vivo nella reunion del 2008? Cosa hai provato?

Nel telefilm, non ci doppiavamo da soli perché si è preferito usare le stesse voci del cartone: una decisione giusta per via degli accenti. Quello che ho scoperto nel 2008 è che un sacco di persone si ricordano di noi con affetto, e da allora continuo a sentire, grazie anche a Facebook, quanto abbiamo segnato la vita di tanti ragazzi che all’epoca ci seguivano in televisione. Devo dire che spesso è commovente sentire questi racconti. Ultimamente, mi ha scritto una ragazza che mi ha raccontato come le abbiamo aiutato a superare il periodo in cui le è mancata la madre, grazie alle canzoni dei Bee Hive.

Nella vita hai avuto anche molti altri interessi oltre al mondo dello spettacolo: come hai fatto a conciliare personaggio pubblico e sfera privata?

All’epoca, non avevo una vita privata e devo ammettere che questo fatto mi dava molto fastidio perché apprezzo molto la privacy. Questo è dovuto, e non l’ho mai raccontato, al fatto che mio padre, che era un attore molto conosciuto negli anni ’60 e ’70, era sempre assalito dai fan e, mi ricordo come fosse ieri, delle volte quando ero piccolino mi sedevo per terra e cercavo delle pietre con le quali giocare, mentre lui era impegnato a firmare autografi. Odiavo il fatto che qualcuno mi portasse via le sue attenzioni e avevo giurato che non avrei mai scelto di fare la sua carriera. Ora invece provo molto affetto per i nostri fan, anche perché non sono più delle 15enni scatenate che provano a staccarci i bottoni dalla giacca per tenerseli come souvenir.

Qual era la canzone che preferivi dei Bee Hive e qual era il tuo personaggio preferito della serie?

Ci sono tante canzoni che mi piacciono, soprattutto quelle più cariche perché sono un amante del rock. Ci sono però altre che non mi dicono molto, specialmente i duetti con la D’Avena, molto più soft. Se ne devo scegliere una forse è “Love, You Are My Love.” Le nuove versioni cantate da Pasquale Finicelli sono in molti casi addirittura più belle delle versioni originali, grazie anche agli arrangiamenti di Manuel de Peppe e Luciano De Marini, il nostro grande chitarrista.