Giulia Nicole Magro, diciotto anni, arrivata seconda a Miss Italia 2010 è rimasta nei cuori di chi la credeva già reginetta. Invece la giovane non è riuscita a indossare la corona e si è accontentata di un più che onorevole secondo posto che l’ha lanciata nel mondo della moda e dell’immagine.

Presente al Pitti come testimonial di una nota linea di abbigliamento, insieme alla vincitrice Francesca Testasecca, ribadisce che si vede come protagonista del mondo della moda. La speranza è quella di unire il percorso fashion a quello del suo futuro e, come dice lei, la sua partecipazione a Miss Italia le è servita come trampolino.

Ho partecipato a Miss Italia perché lo consideravo il modo migliore e veloce per farmi conoscere, una vetrina importante per il mondo della moda.

Eppure, nonostante il suo 1 metro e 80 di altezza, gambe lunghe, corpo atletico e slanciato di chi fa sport da sempre, vita sana e viso affascinante, le hanno chiesto di perdere 3 cm di taglia. Lei, che pesa 57kg e misura 92cm, di fianchi si è sentita consigliare dalla sua agenzia di moda di raggiungere gli 89cm. Situazione che implicherebbe digiuno, fame, mortificazione e sacrificio per una ragazza già sufficientemente magra rispetto alla sua altezza.

Lei è contrariata e, infatti, afferma che un’altra richiesta del genere potrebbe farle decidere di lasciare il mondo della moda:

È così, giuro che se mi chiedono ancora di dimagrire, mollo tutto. Sono alta 1,80 e peso 57 chili. All’agenzia alla quale mi sono rivolta mi hanno detto che ho i fianchi che non vanno bene. Misuro 92 centimetri e dovrei arrivare a 89. Mi hanno assicurato che dalla vita in su è ok ma il fianco no.

Ho fatto sport e continuo, ho una vita normale, vado a scuola faccio la quinta scientifico a Vicenza, mi sono divertita a partecipare a sfilate locali. Tutto qui. Se per essere una vera indossatrice devo cambiare, non ci sto. Ciò che chiedono è davvero assurdo.

Queste richieste, che tormentano la giovane Giulia, sono all’ordine del giorno nel campo della moda, moltissime le polemiche che si rincorrono intorno alle taglie magrissime delle modelle e al loro aspetto emaciato, malsano, quasi scheletrico che ha ben poco di femminile e sensuale.