Fino al 9 gennaio al Brooklyn Museum di New York avrà luogo una mostra sulla Pop Art tutta al femminile: principale caratteristica delle opere esposte è, infatti, quella di portale la firma di donne. Il titolo della mostra è “Seductive Subversion: women pop artists 1958-1968” e, come la stessa curatrice Catherine Morris ha dichiarato, con questa mostra si vuole

dare il meritato spazio a donne le cui opere Pop erano state offuscate, se non addirittura dimenticate.

La Pop Art è una corrente artistica nata nel dopoguerra, che ha conosciuto la sua massima espansione negli anni ’60, soprattutto in America. La caratteristica di questa nuova corrente è quella di respingere tutto ciò che riguarda l’interiorità e concentrarsi, invece, sul mondo esterno, sugli stimoli visivi che circondano l’uomo contemporaneo. Ecco dunque oggetti presi dalla vita quotidiana che di colpo diventano opere d’arte.

In questo nuovo panorama artistico non compaiono mai nomi femminili, ma solo grandi firme maschili, primo fra tutti Andy Warhol, seguito da Jasper Johns, Robert Rauschenberg e Roy Lichtenstein.

Seductive Subversion, invece, apre le porte a donne come Pauline Boty, Chryssa, Joyce Wieland, Marisol, Barbro Ostlihn, Yayoi Kusama. Artiste le cui opere d’arte non sono solo allegre, colorate, spiritose, ma anche cariche di vitalità e provocatorie.

La Pop Art ha sempre avuto un forte impatto da un punto di vista visivo, ma è anche un filone artistico che, attraverso un aspetto apparentemente giocoso, ha fatto breccia in artiste che possiamo definire proto-femministe.

Anche per questo Catherine Morris invita a guardare la mostra con un occhio al femminismo: non è un caso che il movimento sia nato proprio alla fine degli anni ’60 sulla scia della Pop Art. Di seguito vi proponiamo il video e alcune immagini delle opere esposte.