Una coraggiosa sfida nei confronti delle più dure e conservatrici autorità islamiche (quelle per le quali la donna deve stare a casa, coperta col burqa, e non può uscire se non accompagnata da un uomo, delle quali abbiamo già parlato) viene da Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, avanguardia del lusso dove stanno nascendo edifici futuristici e super esclusivi per VIP straricchi di tutto il mondo.

Mi riferisco alla decisione, annunciata sulle pagine del quotidiano The Nation, secondo cui il gran Mufti (Mufti vuol dire, appunto, autorità giuridica islamica) della zona, Al Haddad, avrebbe deciso di proclamare Mufti anche delle donne.

Il tutto potrebbe avvenire alla fine del prossimo anno, se e quando le interessate avranno terminato con profitto un apposito ciclo di studi.

La decisione (che non si capisce molto bene se sia dettata da sincere convinzioni progressiste o da una semplice operazione di marketing, visto che Dubai si avvia sempre più ad essere meta turistica di moltissimi occidentali) ha già scatenato l’aperta opposizione di al Azhar, la più alta autorità dell’Islam sunnita del Cairo.

Staremo a vedere, dunque, se davvero ci sarà una svolta in questo senso.

Se una decisione di questo tipo dovesse essere presa nell’ambito di una religione attualmente dominata dagli integralisti, ci sarà da chiedersi perché le massime autorità di un altro culto, che si presenta come molto più tollerante, quale quello cattolico, non abbiano ancora dato il via libera ai preti-donna o, più semplicemente, non consentano ad esempio alle suore di celebrare la messa, l’eucarestia e gli altri sacramenti.

Voi, sareste favorevoli? E che lettura date a questa dichiarazione d’intenti del Mufti di Dubai?