Gelosia, amicizia e matrimonio: un mix di tre elementi che rischia di essere davvero esplosivo. È uno dei riti di passaggio poco desiderati delle donne che hanno raggiunto gli “enta” o gli “anta” da single: sopportare gli amici che cadono l’uno dopo l’altro nella morsa delle nozze. E come fare a non provare invidia quando si rimane l’unica non accoppiata della compagnia? Come non soffrire della sindrome del minus habens di fronte a rose e cioccolatini a forma di cuore, continuando con orgoglio la propria esistenza?

Sembra quasi lo facciano di proposito: le coppie di amici iniziano a contrarre matrimonio a catena, spesso a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. E, così, non solo ci si ritrova ai banchetti nuziali circondati da piccioncini in amore, ma si dovrà di continuo rispondere alla fatidica domanda, quella che nessuna single vorrebbe mai sentire: «Ma tu un fidanzato?». E così sale la gelosia, la paura di aver sbagliato tutto dal punto di vista relazionale, lo sconforto per essere forse inadeguate.

La realtà, tuttavia, è molto meno edulcorata rispetto all’immagine degli innamorati tubanti che le circostanze di un matrimonio impongono. Innanzitutto, è perfettamente normale provare invidia e quest’ultima è raramente il sintomo di un problema con se stesse. Così come ci si sentirebbe a disagio a indossare un abito bianco in un party total black, allo stesso modo ci si sente fuori luogo quando si è sommersi dalla melassa dei fidanzati. Più che la gelosia, allora, il sentimento che sorge è quello della diversità: «Perché io non sono come loro?». E basta rispondere a questa domanda per riprendere immediatamente le redini della propria autostima: sono tante le motivazioni che hanno allontanato l’obiettivo di un matrimonio e tutte, nella maggioranza dei casi, molto più importanti delle nozze stesse. C’è chi ha deciso di non sacrificare la propria carriera per vestire i panni della casalinga disperata, chi ha scelto di non perdere i momenti più belli della propria giovinezza, chi ancora si è imposta di non cedere alle avances dell’ultimo uomo resosi disponibile più per assecondare l’orologio biologico che l’amore. Non si è forse trovata l’anima gemella, ma si può dire che la propria vita sia meno appagante di quella di due sposini?

Basta guardarsi bene attorno: quante di queste coppie, infatti, sono davvero solide? Certo, non mancheranno le situazioni in cui effettivamente due metà della stessa mela si sono finalmente incontrate. Ma la gran parte, dietro la maschera degli amoreggiamenti pubblici, nasconderà un rapporto di compromesso, la rinuncia alle proprie aspirazioni, l’insicurezza di non saper vivere da sole e nemmeno di provvedere autonomamente a se stesse. E con il tasso vertiginoso di divorzi che si verificano nei primi 5 anni di un matrimonio, l’essere single per aspettare l’arrivo di quello davvero giusto non appare affatto disdicevole.

Fonte: Your Tango