Selfie, la parola del 2013, rischia di diventare anche quella del 2014. Con sommo rammarico di tutti coloro che pur essendo vanitosi non amano i famigerati autoscatti dello smartphone (esattamente come la sottoscritta).

Mi rendo conto che io e questi altri presunti non-amanti dell’autoscatto siamo autentiche mosche bianche; Twitter docet, ma anche Facebook, Instagram e Whatsapp riempiono la mia già pur densa giornata di selfie di ogni genere. Il perchè di tanto successo non è da ricercarsi soltanto nell’evoluzione della tecnologia, quanto nell’involuzione del genere umano, giunta fino al selfie aftersex.

Anzi, prima di arrivare all’estinzione della specie, di passi da fare ce ne sono ancora: uno potrebbe essere lo specchio S.E.L.F.I.E. appunto, acronimo di “Self Enhancing Live Feed Image Engine”. E di sicuro nel caso del nome di tale oggetto, non dobbiamo fare nessuno sforzo per capire se sia nato prima l’uovo o la gallina.

Vi chiedete cosa sia questo famigerato specchio? Semplicissimo e al contempo preoccupante: grazie ad Arduino, ad un software di riconoscimento facciale e ad una fotocamera, il complemento d’arredo in questione è in grado di realizzare fantastici selfie mattutini al posto “nostro”, non dimenticandosi (per carità) di inviare immediatamente il risultato all’account di Twitter.

Galleria di immagini: Selfie dopo il sesso: le più belle #aftersex selfie della rete

E, dato che il luogo preposto ad uno specchio a mezzo busto come quello realizzato dai ricercatori dell’iStrategyLabs, è solitamente il bagno, scommetto che non ci vorrà molto affinchè scoppi la mania del #selfieafterpoop. O magari durante, anzichè after.

Se mi sembrava già azzardato il selfie #aftersex, con tutte le derivazioni possibili, figuriamoci cosa può sembrarmi un’evoluzione di questo genere, tutt’altro che lontana dalla realtà possibile.

Il fatto è che il selfie mi pare stia diventando la nostra narcisistica scusa per oltrepassare i limiti del pudore o di ciò che il buon senso vorrebbe intendere come tale. Non che io sia mai stata una particolarmente dedita alla vergogna, ma la violazione dell’intimità, seppur volontaria, rischia di sfociare nella mancanza di rispetto altrui. Perchè forse sono gli altri a non voler vedere la tua faccia dopo che hai fatto sesso. Figuriamoci dopo altre faccende in genere mattutine.

Eppure il confine fra cosa è intimo e cosa è pubblico sta diventando sempre più labile. In fondo succede sempre così al genere umano: perde di vista le autentiche libertà che l’evoluzione gli mette a disposizione, per inseguire falsi miti di emancipazione.

Bene, a questo punto, direi che un selfie ci sta tutto: dopo l’aftersex e l’afterpoop, cosa potrà mai suscitare un afterpuke???

(foto by InfoPhoto)