La moda dei selfie – o delle selfie, che dir si voglia – può essere considerata come una nuova forma di dipendenza? Una dipendenza che è legata al bisogno di essere al centro dell’attenzione o al soddisfacimento del proprio ego o per dar sfogo al narcisismo che può essere insito dentro ognuno di noi.

Non sono solo le star e i vip ad essere maniaci dell’autoscatto, e nel loro caso potrebbe essere anche comprensibile questo bisogno (i personaggi famosi sono maniaci anche dell’aspetto, amano essere ammirati e stare al centro dell’attenzione: Miley Cyrus e Belen Rodriguez, tanto per citare dei nomi, ne sono l’esempio principale), ma la moda ha contagiato quasi tutti.

A vedere il numero di selfie che campeggiano in bella vista sui social e sulla rete sembra quasi che nulla più possa esistere se non testimoniato da un autoscatto. Se non ti selfie non esisti, sembra questo il messaggio che se ne deduce. Anche per contrastare questa mania, è stato confezionato un cortometraggio che ha scelto di battersi contro i selfie attraverso l’arma dell’ironia: “Save yourselfie” è il titolo del video, di circa due minuti.

Ideato da Alessio fava e Pasquale Frezza, Save yourselfie fa parte del progetto per la campagna sociale per selfie-addicted #setiselfieticancello: paragonati agli alcolisti anonimi, i personaggi “invisibili” del video sono appunto diventati tali perché cancellati dalle amicizie su Facebook da chi proprio non ne poteva più dei loro selfie infiniti e ha scelto di dire basta. Si può essere più o meno d’accordo su questa moda – che è appunto una moda e quindi destinata a scomparire e a lasciare posto ad altro – ma che dovrebbe comunque portarci a riflettere su come la nostra esistenza stia migrando sempre di più dalla realtà al virtuale.

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