L’Ismea ha diffuso il bilancio dei consumi alimentari delle famiglie italiane per quanto riguarda il primo trimestre del 2011. Gli acquisti sono calati del 3,6 per cento, complice probabilmente l’aumento di prezzi registrato, pari al 3,1 per cento.

Per l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, il prezzo rimane un fattore che condiziona fortemente il consumatore italiano, che ha comprato molta meno frutta e agrumi (-8,7%), pesce (-7,5%) e latticini (-6,3%). Il calo negli acquisti si è evidenziato anche nelle carni bovine (-5,1%), salumi e tagli freschi di suino (-2,7%), ortaggi (-2,6%), pollame (-1,9%) e derivati dei cereali (-1,4%).

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Come soprammenzionato, l’aumento dei prezzi è il primo responsabile di questo netto calo dei consumi alimentari: infatti, dalle rilevazioni Ismea emergono riduzioni particolarmente accentuate per quanto riguarda proprio quei prodotti interessati dai maggiori rincari.

Mentre i consumi interni sono in netto calo, c’è una decisiva ripresa dell’export agroalimentare – aumento del 12% rispetto al 2009 – con acquisti maggiormente effettuati sui prodotti simbolo del made in Italy, compresi vini, frutta fresca, formaggi e oli di oliva. I prodotti nostrani sono stati dunque acquistati molto meno negli ultimi tempi da noi italiani, sarà davvero per via del prezzo più alto?