Sempre più donne digitali e (si spera) sempre più cyberellas

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La rete è sempre più rosa, lo rivela Digital Woman, uno studio commissionato da EIAA (European Interactive Advertising Association).

Su 20 milioni di italiani online, 8,3 milioni sono donne, ossia il 32% della popolazione femminile, con una crescita di 7 punti percentuali all’anno. Ad aggiudicarsi il titolo di generazione italiana femminile “più geek” è la fascia di età tra i 16 e i 34 anni, che usa molto la rete anche nei week end e raggiunge e supera le 16 ore di utilizzo settimanale. La media italiana sale così a 12 ore, 1 ora in più rispetto alla media europea. E la predominanza della TV sul Web è ormai acqua passata.

Il 76% delle donne intervistate mette al primo posto i contatti con amici e parenti (68%), al secondo accedere a informazioni su salute e benessere (44%) e al terzo prenotare viaggi o vacanze (43%). In Italia come in Europa le donne visitano volentieri siti di moda (45%) ma preferiscono i siti di informazione (55%) viaggi (50%) e finanza (48%).

Le donne in rete cercano soprattutto beni e servizi: il 93% delle donne cerca informazioni, il 59% acquista online, e il 31% ammette di cambiare idea sul prodotto da acquistare dopo aver letto opinioni e informazioni.

Al di là di tutti questi numeri, emergono due aspetti molto importanti. Il primo è che le donne hanno da subito intuito le potenzialità di Internet, e ne fanno un uso attento e consapevole perché le aiuta a gestire le attività quotidiane al meglio e più in fretta. Con Internet è possibile pagare una bolletta, trovare un albergo per un viaggio, informarsi su una malattia di cui si riconoscono i sintomi, oppure prepararsi a un eventuale cambiamento della propria vita. Basti pensare a una gravidanza o a un trasferimento. C’è anche chi ha fatto di Internet il suo posto di lavoro.

Il secondo aspetto è che, naturalmente, anche online portiamo con noi le nostre abitudini e ciò che ci caratterizza di più. Non stupisce quindi che l’attività principale delle donne in rete sia comunicare: l’email è al primo posto, seguita dagli strumenti di instant messaging. Il dato che ci piace di più è che l’attività in più forte aumento nell’universo geek femminile è bloggare, con 21% di crescita anno su anno.

Mi sembra una risposta incoraggiante a una ricerca CISCO di cui ho letto quest’estate, intitolata “Donne e ICT: perché le ragazze non entrano nel mondo della tecnologia”, secondo cui le ragazze hanno attitudini pari e spesso maggiori dei ragazzi per l’informatica, ma pochissime affermano di voler continuare gli studi nel settore ICT, probabilmente perché si perpetua lo stereotipo di un campo maschile e perché, soprattutto in Italia, non ci sono modelli femminili a cui ispirarsi.

Donne digitali, o come le chiama lo studio, cyberellas, c’è bisogno di voi. Se vi manca l’ispirazione, sappiate che il settore conta 12 milioni di posti di lavoro e che nel 2010, secondo dati del CEPIS (rapporto E-Skills in Europe 2007) vedrà 70.000 posti di lavoro rimanere vacanti a causa della mancanza di personale specializzato.

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  • Ben

    Che le donne usino la rete più degli uomini per vari scopi è ormai un dato reale, ma avere competenze digitali e aspirare a coprire posti di lavoro è totalmente diverso e in questo penso che gli uomini siano ancora un passo avanti perchè le capacità intuitive e logiche non si acquisiscono con il semplice studio.

  • Nadia

    ammetto ke mi sento presa in causa in quanto sono parte di quel 32% di donne che utilizza internet in qualunque momento della giornata, non solo per mandare email, chattare o cose simili ma anche per informarmi su eventi,manifestazioni e risolvere dei problemi. Un metodo semplice, efficiente per rimanere in contatto con il resto del mondo ma anche per gestire le proprie attività quotidiane.In più sono un’amante della tecnologia, non a caso frequento un istituto che l’anno prossimo mi darà il diploma di ragioniera programmatrice; è pur vero ke non ci sono modelli di donne a cui ispirarsi nel campo dell’informatica e della tecnologia ma non per questo noi donne dobbiamo abbatterci e non provare a farci valere anche in questo settore!

  • sara

    sono spiacente di poter commentare l’articolo dopo 4 giorni, purtroppo l’ho letto oggi. vorrei far notare al “caro” Ben che generalizzare e dire che “gli uomini sono ancora un passo avanti perchè hanno maggiori capacità intuitive e logiche, le quali non possono essere acquisite con il semplice studio dalle donne” è una grande sciocchezza! con questa affermazione dimostri solo di essere un tantino maschilista e superficiale nel valutare il prossimo, non di certo intuitivo e logico come affermi di essere.

  • Ben

    @ Sara:Accetto la lezione; la prossima volta sarò più prudente e riflessivo.A giustificazione del mio pensiero porto il fatto che nel mio lavoro ho l’opportunità di fare certe valutazioni, ma ripeto non voglio alimentare polemiche.A Sara chiedo di fare la “pace”.

  • sara

    Ben: di certo non sarò io che fomenterò delle polemiche e, sicuramente, non mi permetto di dare delle lezioni! Per quanto mi riguarda non c’è nessuna “pace” da fare. Hai semplicemente espresso la tua opinione in merito all’articolo letto, avvalendoti delle tue esperienze e riferendoti al tuo backgrond, come del resto ho fatto io. Grazie al cielo siamo liberi di pensare! (Questo c’è ancora concesso). comunque vorrei umilmente darti un consiglio; la “prudenza” e la “riflessività” a cui fai riferimento per il futuro, secondo me,dovresti rivolgerla a ciò che realmente pensi delle persone e non a quello che scrivi. Credo che questo sia veramente importante perchè, troppo spesso e volentieri, ci si fossilizza su dei preconcetti e non si và oltre!

  • ben

    @ Sara: volevo sdrammatizzare e portare il discorso sul piano di un sereno e piacevole confronto. Devo a malincuore constatare che la tua controrisposta “piccata” e polemica abbia a che fare con qualche tua delusione in esperienze precedenti.In verità io non sono giovane di età, ma lo sono di spirito e mi confronto tutti i giorni con i giovani e ti posso assicurare che li conosco bene e nei loro confronti la mia prudenza e riflessività è proverbiale.
    Comunque,se non proprio la “pace” almeno una “tregua” penso di meritarla.
    Con simpatia.

  • sara

    Ben….ti pego non fare lo psicologo! Ti assicuro, molto serenamente, che non ci sono delusioni passate.
    Considerata l’arroganza con la quale hai scritto il primo commento ho realmente creduto di avere a che fare con un “giovane spocchioso”. Tendo a diventare leggermente polemica e aggressiva se mi viene palesato che in quanto “donna” ho delle carenze intuitive e logiche.
    Cosa ci vuoi fare…..sono fatta così!
    Ti porto questo come esempio, (senza entrare nel drammatico!):
    sono rimasta orfana di padre da giovane per cui, sola con mia madre, mi sono ritrovata a dover svolgere compiti a cui la donna, notoriamente, non è portata. Si tratta della vita quotidiana, delle piccole o grandi emergenze casalinghe come ad esempio cambiare un flessibile, ripristinare una presa elettrica, tinteggiare una stanza oppure cambiare un pneumatico forato. Di esempi ce ne sono veramente tanti! Vedi, in questo caso, ho dovuto veramente utilizzare le mie capacità intuitive. Questo esempio, naturalmente, non ha niente a che fare con le competenze digitali da cui siamo partiti. Se me lo concedi, però, il punto è il medesimo; non esiste un vero LIMITE che crea un reale divario tra le attitudini femminili e quelle maschili. Sono solo dei “luoghi comuni”.
    Detto ciò, e appurato che sei proverbialmente maturo, prudente e riflessivo, non hai bisogno dei miei consigli! Quindi “pace” e “tregua” accordata con tanta “simpatia”.
    P.S. Tanto per la cronaca io sono giovane, non credo questo conti!

  • Ben

    @ Sara: Sono molto soddisfatto per come abbiamo chiuso questa simpatica ” tenzone”.Per ritornare al tema del post in oggetto io credo che il vero dramma è, che pur essendoci possibilità di 70.000 posti di lavoro per il prossimo futuro (divisi a metà tra maschi e femmine), gran parte di essi saranno a tempo determinato,a progetto e sottoremunerati.
    In questo credo che la pensiamo allo stesso modo.

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