L’intento di chi decide di prendere la laurea è avere un attestato che possa aprire più possibilità lavorative, spesso però nel mondo del lavoro tale titolo non paga. Negli ultimi tempi è cresciuto anche il numero di donne laureate, mentre il numero di laureati che lavorano nel loro campo di competenza è rimasto stazionario.

Questi sono i dati emersi dal rapporto annuale “Education at a Glance” pubblicato dall’Ocse; in Italia i laureati ammontano al 15% della popolazione (la metà della media stabilita dall’Ocse 31%) e questo bilancio mette l’Italia al 35° posto su una lista di 41 paesi.

Nel 2010, una donna su quattro era in possesso di laurea mentre in generale il 59% delle lauree sono state conseguite da donne. Il numero dei diplomati lavoratori invece è superiore a quello dei laureati.

Il problema però nella penisola è che la laurea non sempre assicura un buon posto di lavoro che rientri nel proprio campo di studi e sia reddtizio, e ciò viene dedotto dall’aumento del tasso di disoccupati laureati presenti nella penisola. I laureati tra i 25 e i 34 anni che lavorano, guadagnano soltanto il 9% in più dei lavoratori giovani che sono in possesso unicamente del diploma, mentre lo stacco tra giovani laureati e anziani che sono in possesso di laurea da tempo è enorme, difatti questi ultimi guadagnano il 96% in più rispetto ai giovani in possesso di laurea.

Fonte: BorsaItaliana